Coronavirus in Gran Bretagna, la fase 2 per l'abbigliamento: gli abiti provati in 'quarantena' o stirati?

Coronavirus in Gran Bretagna, la fase 2 per l'abbigliamento: abiti provati in 'quarantena' o stirati?

Il Regno Unito, martoriato dall'emergenza coronavirus, non passerà alla piena fase 2 prima dell'inizio di giugno. Fino a quella data, infatti, la maggior parte dei negozi è destinata a rimanere ancora chiusa e si cerca di capire come fare a limitare le possibilità di contagio attraverso la merce. I negozi di abbigliamento, come lo storico John Lewis, stanno infatti valutando diverse possibilità.

Leggi anche > Coronavirus in Usa, si rifiuta di censurare i dati sui contagi e viene licenziata: la denuncia della funzionaria della Salute​



Cosa fare con quegli abiti che i clienti solitamente provano nei camerini ma poi non acquistano? Come spiega il Telegraph, c'è una vivace discussione tra le associazioni dei consumatori e quelle di aziende produttrici e commercianti.

Si è discusso dell'eventualità di non permettere ai clienti di provare abiti e accessori, ma è un'ipotesi che fa infuriare i consumatori. John Lewis, uno dei marchi d'abbigliamento preferiti dai cittadini britannici, sta studiando al vaglio due soluzioni: mettere 'in quarantena' gli abiti provati, riponendoli per qualche giorno in magazzino prima di esporli nuovamente al pubblico. L'altra soluzione è bizzarra ma secondo alcuni potrebbe funzionare: stirare gli abiti, nella speranza/possibilità che le alte temperature dei ferri possano uccidere germi, batteri e ovviamente anche il virus.
Ultimo aggiornamento: Mercoledì 20 Maggio 2020, 11:06
© RIPRODUZIONE RISERVATA