Mercatone Uno, la rabbia dopo il fallimento improvviso: «Alla mia età chi mi riprende più a lavorare?»

 «Il fallimento è piombato come una mannaia sul collo». All'indomani della chiusura improvvisa dei 55 punti vendita Mercatone Uno, i dipendenti rimasti senza lavoro si sfogano e raccontano la genesi della rovina. «Il timore c’era già da dicembre, perché la merce dei fornitori non arrivava più, ma che il fallimento fosse così veloce non ce lo aspettavamo», racconta a "La Stampa" Tommaso Bortone, 39 anni, dipendente da 18 anni del negozio di Rubiera, nel Reggiano.

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Bortone e i suoi colleghi si sono presentati sul posto di lavoro come tutte le mattine e hanno trovato le saracinesche chiuse. Nessuna e-mail o comunicazione ufficiale. Qualcuno che non era di turno ha letto tutto sui social. Shernon Holding aveva acquisito i 55 punti vendita meno di un anno fa e circa un mese fa aveva presentato domanda di ammissione al concordato preventivo. Sono oltre 1.800 i dipendenti in tutta Italia. Per il 30 maggio era stato convocato al ministero dello Sviluppo economico il tavolo di crisi su Shernon- Mercatone Uno. Silvia Arguti, 58 anni, da 23 in servizio al negozio di Rubiera si dice «disperata»: «Alla mia età chi mi riprende più a lavorare? In molti sono nelle mie condizioni fra i 1.800 che rimarranno a casa in tutta Italia. C’è tanta rabbia, delusione, amarezza: dopo una vita lavorativa passata qui, questo posto diventa casa tua, e ora arriva una tegola del genere». 

Nei confronti di Shernon Holding e dei suoi responsabili c’è solo risentimento. «Sono scellerati, sconsiderati, non possono essere stati così ingenui da acquisire 55 punti vendita senza una strategia vera. L’ultima mail dell’azienda, un paio di settimane fa, ci diceva di avere fiducia e di lavorare 7 giorni su 7 perché stavano cercando dei finanziatori. Ci sentiamo traditi e presi in giro». Anche i clienti sono sul piede di guerra perché avevano versato soldi e non sanno se avranno mai i loro mobili. «Fino a venerdì sono stati incassati acconti senza che l’azienda desse indicazioni, c’è stata anche tensione fra clienti e lavoratori», spiega Luca Chierici, del sindacato Filcams Cgil. «Una signora ha pagato 4mila euro per una cucina che doveva esserle consegnata lunedì – dice Bortone - È venuta a controllare e ha trovato tutto chiuso». 
Domenica 26 Maggio 2019, 10:14
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