Auto, vendite ancora con segno negativo a luglio. Ma gli incentivi fanno volare le vetture elettrificate
di Giorgio Ursicino

Auto, vendite ancora con segno negativo a luglio. Ma gli incentivi fanno volare le vetture elettrificate

Un inizio di agosto con il sorriso per il mercato dell’auto, uno di quelli che ha sofferto di più da quando siamo stati attaccati dal virus. Il primo giorno del mese è entrata in vigore l’ultima declinazione degli ecobonus suscitando un certo entusiasmo. In poco tempo sono state inoltrate richieste per 12 milioni e, visto che la cifra messa a disposizione non è affatto ingente, si attende ora che la polpa venga rimpolpata con il nuovo sforamento già autorizzato dal Parlamento. Sul provvedimento, anche se tardivo, ormai non ci sono più dubbi perché sembra che ora Camera e Senato si sono accorte di quella che era sotto gli occhi di tutti e cioè che il settore automotive per la sua importanza avesse bisogno di un “piccolo” aiuto.

Ora le voci a sostegno dell’auto arrivano numerose, sia dalla maggioranza che dall’opposizione, e sarebbe stato meglio trovare i 500 milioni partoriti dalla calura agostana magari ad aprile così avremo evitato mesi con crolli shock e perse qualcuna di meno delle oltre mezzo milione di vetture andate in fumo rispetto all’anno scorso. Dalle associazioni, sfiancate da mesi di vacche magre, arriva qualche accenno di plauso al governo, ma è evidente che anche quanto promesso ora non basta. Non saranno gli incentivi a togliere dal pantano in cui è precipitata l’auto italiana anche perché, al di là del momento contingente, i costruttori non li vogliono in quanto “drogano” il mercato.

Meglio la scelte strutturali o, ancor più, gli indispensabili piani anche a lungo termine per un comparto come questo che necessita di pianificazione e investimenti importanti. Soltanto in questa prima parte dell’anno è andato in fumo un fatturato di dieci miliardi e il fisco ne ha persi due d’Iva per la contrazione delle vendite. Oltre gli incentivi, serve evidentemente mettere a posto la tassazione sull’auto aziendale per evitare di essere bacchettati dall’Europa (è una cosa che si fa in pochi minuti...) e incaricare qualcuno nel governo che se ne intende per mettere a punto un piano sulla mobilità ecologica.

Eh sì, forse non se ne sono accorti ma la transizione ecologica ormai è realtà e l’elettrificazione è fra noi. Se ne è accorto anche il mercato italiano, l’unico non appoggiato da un progetto di diffusione dei punti di ricarica. A luglio, come abbiamo detto, è il caso di abbozzare un sorriso perché i mercato totale è diminuito “appena” dell’11%. Visto il momento, sicuramente una buona performance, ma guardando il dettaglio si intuiscono molte cose. Le immatricolazioni delle vetture a benzina sono diminuite sono calate del 38,6%, quelle diesel del 36,9, quelle a Gpl del 6,4%.

Rispetto a luglio 2019, invece, in un mercato nei sette mesi in calo del 42%, nell’ultimo mese le ibride sono cresciute del 108% (sono arrivate al 12,7% di quota uscendo con vigore dalla nicchia), con un picco delle plug-in del 438% (1,5% di quota, ne è arrivata un’infinità di modelli). Niente male le elettriche pure (+70,5%) che porta il totale delle auto con la spina a +178%. Non si può più parlare di un caso e, quello che all’etero era già avvenuto, sta accadendo anche da noi nonostante la carenza delle colonnine. Fra i marchi generalisti sono andate meglio della media Volkswagen, Ford e Fiat, mentre i premium sono in grande forma: Audi +2%, Mercedes +11, Volvo + 30, Lexus + 31 e BMW, addirittura, +38% rispetto allo stesso periodo di un anno fa.
Ultimo aggiornamento: Lunedì 10 Agosto 2020, 16:08
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