Vita da barman: ecco perché è bella

Vita da barman: ecco perché è bella

Sognare un lavoro nel settore food & beverage è più che legittimo, visto il successo che riscuotono ormai le professioni come chef, cake designer o mixologist, sia in Italia che all'estero.

E anche quando non arriva il successo, arrivano comunque sempre nuove opportunità di lavoro in un settore sempre in fermento, dove sono tante le chance di fare carriera, soprattutto nella professione barman ad alti livelli.

Se lo stereotipo che subito viene in mente è quello del bartender che lavora nei locali di tendenza, tra divertimento e creatività, è pur vero che questo lavoro ha diverse sfaccettature; in molti tra i barman sono ormai votati ad un impegno che è meno “acrobatico” e dinamico, e molto più dedicato all'arte della miscelazione, compreso lo studio della chimica nell'interazione tra gli ingredienti.

Questa nuova professione nel mondo del bartending, il barman mixologist, è basata infatti sullo studio e la pratica dei mix in grado di esaltare o moderare il gusto di un drink. Un equivalente dello chef in cucina, che unisce note amare o dolci, sfumate o intense, per creare ricette cocktail innovative o ripescate dal passato.

Negli ultimi anni, grazie a questo trend, proliferano i locali dove si servono miscelazioni avanzate con drink sofisticati e scenografici, e nascono dei TV show in cui i mixologist si sfidano a colpi di cocktail.


Il decalogo per affrontare il bancone

Lavorare come barman è il tuo obiettivo? Bisogna essere pronti, però a fare una vita da barman vera e propria...

Gli orari – si può lavorare come barista nel settore caffetteria e colazioni, certo, ma il grosso dei locali dove preparare cocktail e drink è quello che lavora dall'aperitivo in poi. In ogni caso, svegliarsi presto per creare composizioni di latte art o andare a letto tardi dopo un servizio cocktail serale e notturno, sarà la normalità per un barman.

Il guadagno – quanto guadagna un barman? Si parte dai contratti stagionali del settore turismo, intorno ai 1200 euro netti per 40 ore settimanali, fino ai contratti da barman professionista o bar manager, che possono arrivare anche oltre i 3000 euro mensili per la gestione di bar all'interno di strutture come alberghi internazionali, villaggi vacanze, etc.

La formazione – prima di diventare un barman a tutti gli effetti, è necessaria un'adeguata preparazione e una classica “gavetta”. Si parte con i corsi per barman, poi con un periodi di stage o di apprendistato nei bar, e si continua con i corsi di aggiornamento per miscelazione avanzata, mixology o freestyle (barman acrobatico).

Il lavoro occasionale – in questa professione si può guadagnare anche solo per una serata o una stagione, in particolare quella estiva. Rappresenta, quindi, un lavoro perfetto anche per chi si vuole mantenere agli studi oppure vuole viaggiare e sperimentare nuove esperienze. Fare il barman nei posti turistici più ambiti, può essere un'occasione per goderseli, quando si stacca dal bancone: bartender alle Maldive per un'estate in spiaggia o caffetteria nella lussuosa St. Moritz tra le nevi?

La cortesia – per essere un perfetto barman non basta saper preparare i cocktail della drink lista, quelli classici o le specialità di caffetteria. È importante riuscire ad unire la competenza con gentilezza e disponibilità nei confronti del cliente - una parte fondamentale del mestiere di barman, si sa, è proprio quella di sorridere, consigliare e ascoltare, senza una parola di troppo... come nei classici film americani degli anni Cinquanta.

Questione di feeling – saper riconoscere al palato le interazioni chimico-fisiche tra gli ingredienti di un cocktail può essere un'arte innata ma, soprattutto, un'arte da affinare. Si deve creare una sapienza vera e propria del gusto, in particolare con le possibili varianti rispetto ai classici del bartending. Saper fare un perfetto Old Fashioned è importante, ma saperlo variare con un tocco unico, magari di qualche bitter home made, ancora di più!

Lo spirito di collaborazione – Nel celebre “decalogo del barman”, scritto nel 1955 da Santiago Policastro detto “Pichin”, all'ottavo punto si legge: “Sii paziente con i tuoi collaboratori, insegna loro con amore la professione, non ingannarli”. Ancora oggi, nonostante tanti cambiamenti nella professione, è fondamentale lavorare in team - dietro al bancone si miscela meglio se tutti collaborano e sanno condividere i segreti del mestiere.

La dinamicità – perfetta per chi odia i tempi lenti dei lavori davanti al PC, oppure dove si comunica poco col pubblico, il barman è una professione fondata sul movimento, sulla rapidità e la capacità di assolvere al proprio compito in modo immediato. Non ci si annoia certo, e sicuramente non si rischia l'isolamento davanti alla tastiera.

L'etilometro – il troppo stroppia, come si suol dire e, quindi, per un barman è bene regolarsi con le dosi di alcolici che è necessario bere ogni giorno, anche se per lavoro. Di certo è difficile che un barman si metta a bere durante il servizio, dato che deve mantenere concentrazione e velocità, ma è difficile anche che non ci siano assaggi o “cicchetti” per ben iniziare o terminare la serata dietro al bancone.

Un mercato sempre attivo – si tratta di una professione dove c'è una sicurezza di fondo nel trovare lavoro. Il settore food & beverage è uno di quelli trainanti, e che non conosce crisi. Si può lavorare in Italia e all'estero, dato che la preparazione cocktail non conosce confini, e di sicuro in ogni città italiana o straniera, ci sono decine e decine di bar...


La formazione nel bartending

Se vuoi lavorare come barman, soprattutto nella preparazione cocktail, le opportunità in Italia e all'estero sono molte, ma è fondamentale partire da un'ottima formazione, per imparare il mestiere e i suoi segreti.
In questa professione conta molto la motivazione, il talento nel gusto innato per i drink e le miscelazioni, ma soprattutto la conoscenza approfondita dei cocktail e degli strumenti di lavoro, che solo una scuola per barman può fornire.

I corsi per barman presuppongono un lavoro pratico e teorico, con lo studio dei distillati, dei cocktail e delle principali richieste al bancone.
L'arte della miscelazione si apprende maggiormente nei corsi tenuti da scuole barman di alto livello professionale, che rilasciano un attestato di partecipazione al corso valido per esercitare la professione.
Come Degustibuss, l'Accademia Nazionale Barman Sommelier e Pizzaiolo – una scuola di formazione per barman che ogni anno tiene corsi per migliaia di professionisti del settore food & beverage, in oltre 20 città italiane.
Degustibuss rappresenta una realtà leader nel mercato della formazione professionale, che profonde il suo impegno anche nell'organizzazione di eventi legati alla degustazione di vini, alle novità del bartending, e all'accostamento con specialità gastronomiche o di alta cucina.










 
Giovedì 1 Febbraio 2018 - Ultimo aggiornamento: 11-02-2018 11:11
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