Coronavirus, ripartito l'80-85 per cento dell'economia abruzzese
di Stefano Dascoli

Coronavirus, ripartito l'80-85 per cento dell'economia abruzzese

Il governatore dell'Abruzzo Marco Marsilio che entra dal barbiere, Antonio di Avezzano, per domare una criniera ormai quasi ingestibile dopo . Un gesto semplice, comune a migliaia di abruzzesi che ieri hanno riabbracciato almeno il senso della normalità che il coronavirus ha cancellato. La “fase 3” è cominciata, secondo l’assessore regionale alle Attività produttive Mauro Febbo significa che l’80-85 per cento dell’economia è ripartita, ma le incognite non mancano. L’occhio, sebbene ormai quasi di sbieco, è sempre lì, alla curva dei contagi. Che ieri ha regalato una buona notizia: se i numeri non mentiranno, il primo zero a Pescara dopo settanta giorni significa che il temuto lungo weekend a cavallo del primo maggio, condito dalle polemiche sul “liberi tutti”, non avrà fatto danni. E poi c’è ancora da giocare tutta la partita economica, del sostegno a chi è ripartito con fatica, ma soprattutto a chi - sono comunque tanti - ieri non ce l’ha fatta.

Marsilio ha raccontato, nel suo messaggio “augurale”, di aver accolto nel suo studio un dirigente del Soccorso alpino che tra i primissimi è stato contagiato ed è guarito. «Aveva una vistosa fasciatura sul braccio - ha detto Marsilio - e mi ha detto con orgoglio di essere stato il primo a donare il sangue tra le persone selezionate dall’Asl. Chiedo a tutte le persone guarite di mettere a disposizione il proprio sangue per produrre plasma iper-immune, questa è una delle terapie che può cambiare le sorti del contagio».

E’ inevitabile: ripresa e decremento dei contagi andranno a braccetto, così da alleggerire le limitazioni. Ieri la Regione ha lavorato ancora sull’ordinanza che recepisce le ultime disposizioni del decreto Conte che norma la riapertura. Vi è stato allegato un testo unico, da 156 pagine, con sedici protocolli di sicurezza, uno per ciascun comparto. L’atto conferma il prolungamento dello stop per centri benessere, centri termali, centri culturali e sociali, sale giochi, scommesse e bingo, nonché sale da ballo, discoteche e parchi divertimento. «La Regione - ha detto Marsilio - è stata capofila insieme a tutte le altre che hanno poi seguito questo modello di chiedere al governo la possibilità di far ripartire la nostra economia. Nel frattempo si fa fatica a trovare i soldi, i provvedimenti del governo su questo ancora devono essere pubblicati in Gazzetta ufficiale. C'è bisogno di tante risorse dopo questo blocco drammatico e tremendo. Il modo migliore per fare ricchezza è lavorare, in sicurezza. Nessuno è così scellerato da pensare che si possa vivere come prima. Credo che tutti ormai abbiamo assunto i normali comportamenti di precauzione. Come le mascherine: saranno le nostre compagne di viaggio, in ogni momento. Il virus continuerà a circolare, ma si può vivere normalmente adottando le precauzioni. Auguri a chi ha ripreso, so che alcuni sono arrivati allo stremo e ad altri il Covid ha tagliato le gambe. Auspico che questa ripresa possa far riattivare l’economia e produrre ciò che serve a superare la fase di crisi. Ora lavoriamo per la ripresa totale, così che nei prossimi giorni anche altre attività possano riaprire».

Anche Febbo l’ha detto che gli sforzi, ora, sono concentrati sul sostegno all’economia. E’ già pronta una legge, una sorta di “Cura Abruzzo 2”, con altri 53 milioni di euro e contributi a fondo perduto. Altri provvedimenti dovranno arrivare. «C'è una ripartenza attesa, con  buoni risultati - ha detto Febbo -. Siamo stati coerenti sostenendo sempre la necessità di una cabina unica di regia in capo al governo. Abbiamo presentato una serie di ordinanze di buon senso e ragionate, che alla fine hanno prevalso e sono state prese ad esempio dal governo. Ora c'è da trovare le risorse per sostenere le attività economiche».
Ultimo aggiornamento: Martedì 19 Maggio 2020, 09:12
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