La dittatura degli influencer
di Maddalena Messeri

La dittatura degli influencer

Mestiere del giornalista è raccontare il mondo. Così Michele Masneri sul Foglio, parlando dell'anteprima per la Stampa della mostra di Damien Hirst, ha aggiunto come nota di colore che era presente anche una nota influencer, famosa per i suoi prodotti di bellezza. La signora, piccata, ha scatenato una guerra a colpi di instastorie, con relativo flame delle sue follower contro il giornalista. Una bullizzazione online sempre più frequente per le reginette social, che mostrano così il loro lato più oscuro. Una versione digitale delle squadracce, che con le botte tappavano la bocca: anche le parole ostili sono una forma di violenza.
Così, non pago, Masneri rilancia e racconta la sua esperienza pubblicamente: giornalista vs influencer, Novecento vs 5G, rasoio vs luce pulsata. L'influ non ha replicato ma centinaia di utenti sì, condividendo l'ultimo articolo e commentando «anche a me è successo, è stato tremendo».
La dura legge dell'internet, secondo cui l'influencer ha sempre ragione e non prevede critiche, inizia a infastidire anche gli utenti più pacati. E torna la questione filosofica: se questi personaggi un giorno decidessero di abbandonare il marketing e dicessero di far passare idee sovversive, avrebbe il mondo analogico la forza di dire il contrario? «Noi possiamo anche non occuparci di Instagram, ma Instagram continuerà ad occuparsi di noi».


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Ultimo aggiornamento: Martedì 15 Giugno 2021, 08:15
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