Roma, il caso Diawara mette a rischio il risultato di Verona
di Alessandro Angeloni

Roma, il caso Diawara mette a rischio il risultato di Verona

Già era poco un punto, figuriamoci zero. Ci mancava pure la partita persa a tavolino. Magari non sarà così, ma il rischio c’è. La prima sconfitta, quella col Verona: per una leggerezza, per un errore grave, seppur in buona fede. Concorso di colpa con la Lega? Vedremo. Cosa è successo? Amadou Diawara, al momento della presentazione delle liste dei giocatori alla Lega (il regolamento della serie A prevede di consegnare prima dell’inizio del campionato un elenco di 25 giocatori - 17 più 4 più 4 - con un’aggiunta illimitata di Under 22), è stato posizionato in quella sbagliata, ovvero è rimasto negli Under 22 come nello scorcio di campionato estivo, quando non aveva ancora compiuto i 23 (fatti il 17 luglio). A settembre doveva trasmigrare nell’elenco chiuso, invece niente, è rimasto colpevolmente dov’era. Un errore da matita blu, da sconfitta a tavolino, questo almeno prevede il regolamento. 
OGGI IL GIUDICE
Ma poi ci sono eccezioni, deroghe, ricorsi, proteste e magari il tutto può essere letto in maniera diversa. Il Giudice Sportivo oggi studierà bene il caso e fornirà la sua sentenza, studiando anche diversità e similitudini (riportate qui a fianco) del precedente del 2016 tra Sassuolo-Pescara. La Roma - pur non facendo caccia alle streghe - sa bene chi ha commesso l’errore e non è attribuibile a una sola persona, per ora va oltre e cerca di salvare il risultato di Verona. E’ chiaro, scontatto: proverà a difendersi nonostante il regolamento sia chiaro. Non c’è stato alcun dolo evidente, nessun tentativo di aggirare le regole, questo emerge da ambienti giallorossi. Gli slot per inserire Diawara ce n’erano 4, quindi l’errore non aveva un secondo fine: se ne potevano inserire quattro, visto che l’elenco dei 17 consegnati a Verona era incompleto: Olsen, Pau Lopez, Karsdorp, Juan Jesus, Fazio, Mancini, Bruno Peres, Veretout, Pastore, Mkhitaryan, Perotti, Dzeko, Pedro. Tredici su 17, appunto, ed ecco che ritornano i 4 posti liberi, uno di questi poteva essere occupato serenamente da Diawara. Da 17 per arrivare ai 25 totali (esclusi gli illimitati under 22) mancano i 4 formati nel club (tipo Pellegrini) o formati in Italia (Spinazzola, Mirante). 
RETROSCENA
Ma dove c’è stato il corto circuito? A Verona. Al momento della presentazione della lista, arriva l’allert della Lega, che riscontra un’anomalia. La Roma chiede spiegazioni, perché nessuno riusciva a capire quale fosse, soprattutto nel momento in cui i famosi quattro posti erano liberi. Quindi, si è deciso di procedere, considerandola un anomalia figlia di un errore di sistema informatico: come a dire, suona l’allarme ma non c’è il ladro. La Roma, che intanto ha cercato di difendersi con la Lega, dando la sua versione dei fatti, oggi attenderà il responso del Giudice. E poi penerà al ricorso, nel caso di sentenza pensante, ovvero la sconfitta a tavolino. A Trigoria, tuttavia, si aspettano una multa, proprio per pagare un errore, che non ha inciso sul risultato finale. I Friedkin non hanno certo preso bene questo imprevisto e sperano di uscirne indenni. Zero punti prima della partita contro la Juve non erano previsti, a dire il vero si aspettavano anche più di quell’uno che al momento è stato portato a casa. Per questo, la speranza che il tutto finisca con un’ammenda. Lo sperano a Trigoria, lo pensa l’avvocato Grassani, esperto di questioni legate al diritto sportivo. «Non può essere escluso che accertata l’irregolarità di mera natura formale alla Roma possa essere comminata una ammenda e non la sanzione principale che è quella dello 0-3 a tavolino». E poi. «Se al Sassuolo per il caso Ragusa hanno dato lo 0-3 a tavolino, confermato in ogni sede perché non era in nessuna lista, il caso di Diawara di primo acchitto mi sembra sostanzialmente meno grave». 
Ultimo aggiornamento: Martedì 22 Settembre 2020, 09:42

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