Università, niente tasse per i 100 e lode. Gli Atenei a "caccia" dei migliori
di Lorena Loiacono

Università, niente tasse per i 100 e lode. Gli Atenei a "caccia" dei migliori

Le eccellenze ci sono e, allora, è meglio non farsele scappare. È così che gli atenei italiani accolgono a braccia aperte i ragazzi neodiplomati con il massimo dei voti. E per aggiudicarsi i migliori, puntano sempre più su esoneri dalle tasse universitarie per le iscrizioni e agevolazioni sulle rette.

L'università, da 15 anni ormai, soffre la fuga delle matricole: aule che si svuotano di anno in anno e pochissimi laureati, con una percentuale sempre troppo bassa rispetto agli altri Paesi. Per frenare questo calo, la soluzione sta nel diritto allo studio, fatto di borse di studio e alloggi per studenti soprattutto fuori sede: potrebbe aiutare ad incentivare le iscrizioni nelle fasce più disagiate, ma per ora i fondi non bastano. Tra la corsa ai ripari, quindi, c'è un occhio di riguardo per gli studenti più meritevoli: in vari atenei, chi ha preso la lode alla maturità non paga l'università. A partire dal primo anno di studi.

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Secondo l'ultimo rapporto Almalaurea, dal 2003 a oggi gli atenei italiani hanno perso un esercito di iscritti: 40mila matricole, con una contrazione complessiva del 13%. Un calo omogeneo in tutto il territorio nazionale, su cui lavorare per frenare l'emorragia di studenti. Un primo obiettivo è incentivare il proseguimento degli studi almeno tra i più meritevoli: nell'ultimo esame di maturità, quello di giugno scorso, sono aumentati i ragazzi che hanno conseguito la lode. In tutto le lodi sono state 7365 a cui si aggiungono i 25778 diplomati con 100. Circa 33mila eccellenze da accompagnare negli studi. Secondo una mappa messa a punto dal portale skuola.net, gli atenei che puntano sulle matricole con lode esonerandole completamente dalle tasse di iscrizione sono Tor Vergata, l'università degli studi di Pavia, l'Università delle Marche, l'Università di Urbino Carlo Bo e le Università di Cagliari e Sassari.

Ci sono anche gli atenei che chiedono ai lodevoli solo un contributo simbolico, come la Sapienza a cui gli studenti versano solo 30 euro, e altre che dividono la spesa alla pari con lo studente, che deve contribuire quindi con uno sconto del 50%, e sono l'Università degli studi Roma Tre per chi ha preso almeno 95/100 alla maturità e l'università Federico II di Napoli ma solo per i 100 e lode. Anche alla Statale di Milano l'esonero riguarda solo le lodi: non pagano la seconda rata delle tasse. A Perugia e alla Bicocca esiste invece un calcolo proporzionale tra i punteggio conseguito alla maturità e lo sconto sull'iscrizione. E così il voto diventar sempre più importante, per potersi guardare intorno e scegliere.

Il rettore di Tor Vergata Giuseppe Novelli: «Corriamo ai ripari per fermare la grande fuga»

Giuseppe Novelli, rettore dell'Università di Tor Vergata, volete aiutare gli studenti più bravi?
«Certo, dobbiamo andare incontro ai più meritevoli anche per frenare il calo delle iscrizioni e far crescere la percentuale di laureati in Italia. Sempre troppo bassa. Bisogna far qualcosa, gli atenei contribuiscono a loro modo. Ed è un vantaggio anche per noi».
In che senso?
«L'università che ha tanti studenti meritevoli, con voti alti e in media con gli esami, riceve più risorse con il Ffo, il Fondo di finanziamento ordinario. Quindi per gli atenei i ragazzi meritevoli sono una risorsa a tutto tondo».
Che cos'altro serve per attrarre le matricole?
«L'Università di Tor Vergata, tra quelle romane, resta fuori dalla città, quindi abbiamo bisogno di attrarre gli studenti con tutti i mezzi culturali e formativi possibili, visto che il nostro handicap sono proprio i mezzi di trasporti. Quindi puntiamo sui servizi».
Ad esempio?
«Tor Vergata quest'anno risulta essere il secondo ateneo italiano per incremento di politiche internazionali: abbiamo visto crescere il numero di studenti stranieri e me siamo molto soddisfatti».
Come ci siete riusciti?
«Siamo una università europea a tutti gli effetti, facciamo parte di Yufe: un network di alleanze internazionali, capofila è l'università di Maastricht poi ci siamo noi e atenei come quello di Brema e Anversa».
Può essere sufficienti ad aumentare il numero di laureati?
«No, ma è un sostegno ai meritevoli. Vanno aumentate le risorse per garantire il diritto allo studio al maggior numero di studenti e va avviato un serio percorso educativo e formativo fin dagli anni di scuola».

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Lunedì 30 Settembre 2019, 05:01
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