Giorgia, quattro anni, è intubata dal 13 settembre: «Malattia misteriosa». La famiglia chiede aiuto
di Simone Pierini

Giorgia, quattro anni, è intubata dal 13 settembre: «Malattia misteriosa». La famiglia chiede aiuto

«Ciao a tutti lei è Giorgia e ha quattro anni. Attualmente è ricoverata in terapia intensiva al Policlinico di Padova. A causa di una malattia al momento sconosciuta Giorgia è attaccata ad un polmone artificiale. I suoi polmoni e il suo cuoricino non riescono a fare tutto da soli». Giorgia Kus è ricoverata, intubata, dal 13 settembre. La piccola soffre di una malattia misteriosa che i medici non riescono a determinare. Nonostante le numerose cure, Giorgia continua a peggiorare e la famiglia è disperata. Pochi giorni fa, poi, la brutta notizia, perché i medici hanno comunicato ai genitori la presenza di uno pneumotorace, cioè un buco nel polmone. Attraverso una pagina Facebook i genitori, William Kus, 34 anni e Francesca Doretto, 27, hanno lanciato una raccolta fondi e un appello. Una richiesta d'aiuto a salvare la vita. 



Sulla pagina social la famiglia ha raccontato, passo passo, la storia di Giorgia. Il suo calvario è iniziato nel 2016. «Il tutto è iniziato quando Giorgia ha iniziato a camminare male a seguito di una forte febbre più di due anni fa - si legge - Le era stata diagnosticata una semplice lassità legamentosa per la quale era stata sottoposta a controlli periodici. Purtroppo nel giugno di quest’anno Giorgia è peggiorata drasticamente, quasi da non riuscire più a camminare. Portata al Burlo Garofalo, a seguito di una risonanza magnetica, hanno riscontrato che il suo midollo spinale era infiammato fino alla base del collo e aveva un edema rigonfio. Curata per diagnosi di mielite trasversa, con cortisone e immunoglobuline, dopo 10 giorni dalle dimissione, in seguito ad una febbre alta l’abbiamo portata al pronto soccorso perché paralizzata dal collo in giù, con momentanea perdita della funzionalità anche della vescica e dello stomaco. Le hanno fatto sei cicli di plasmaferesi (una dialisi del sangue per pulirlo), diverse rachicentesi (punture lombari che servono per prelevare il liquido cefalorachidiano), 2 ulteriori cicli di immunoglobuline, cortisone ed infine un potente immunosoppressore (Rituximab)».

«Purtroppo tutto questo non è servito a molto, anche se Giorgia aveva iniziato a muovere le braccine e un po’ i piedini, perché dopo 20 giorni di ricovero le hanno riscontrato un problema respiratorio che ha portato anche scompensi al cuore - prosegue la famiglia - A questo punto è stata trasferita d’urgenza a Padova per eseguire un piccolo intervento al cuore (cateterismo). Questo non è stato possibile viste le condizioni gravi dei polmoni di Giorgia. Dopo alcuni giorni l’hanno dovuta intubare perché l’infiammazione ai polmoni, era troppo estesa e lei faceva fatica a respirare e il cuoricino era molto affaticato, inoltre le si era bloccato il midollo ossesso e non produceva più niente, ma fortunatamente, grazie ad un farmaco adesso funziona di nuovo perfettamente».

«Purtroppo - scrivono ancora - nonostante le abbiano somministrato tantissimi tipi di antibiotici l’infiammazione polmonare non vuole passare e adesso come ho scritto all’inizio l’hanno dovuta attaccare al polmone artificiale e le stanno somministrando un farmaco, Ciclofosfamide, nella speranza che si disinfiammino. Non si riesce a trovare la causa di questo incendio che si autoalimenta e Giorgia è in sedazione profonda da più di tre settimane. Il problema della paresi agli arti al momento è diventato secondario (non possono farle nemmeno la risonanza magnetica per verificare se il midollo sia disinfiammato), quindi non sappiamo se Giorgia potrà camminare di nuovo oppure no. Adesso l’unico pensiero è salvare i polmoni e pian piano risvegliarla».

«Se qualcuno ha avuto qualcosa di simile o qualche dottore può darci una mano con il caso ci contatti - concludono i genitori lanciando l'appello - I medici di Padova ci hanno consegnato una relazione dettagliata da consegnare a chiunque volesse visionarla e fornire un consulto. Ringrazio fin d’ora chiunque possa essere d’aiuto anche a nome della mia bambina».
Mercoledì 9 Ottobre 2019, 13:48
© RIPRODUZIONE RISERVATA