Emergenza rifiuti, ecco i siti militari per i camion Ama: da Castel Romano a Bracciano zone militari per i mezzi Ama

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di Lorenzo De Cicco e Francesco Pacifico
Tre zone sono a Roma, per esempio Castel Romano. Le altre 7 interessano la provincia. Scende in campo anche l'esercito per aiutare la Capitale a scongiurare l'emergenza rifiuti. Il ministero della Difesa ha comunicato ad Ama, la municipalizzata capitolina, la disponibilità di dieci aree tra Roma e l'hinterland per allestire almeno 4 centri di trasferenza, da non confondere con le discariche: si tratta di siti, previsti dalle ultime ordinanze regionali, che servono all'azienda per smistare gli scarti raccolti in giro per la città, con la possibilità di tenerli fermi per 48 ore, prima di portarli negli impianti.

Martedì è in calendario un incontro in Regione al quale parteciperanno anche i rappresentanti di Ama e del dicastero guidato da Lorenzo Guerini. Ma l'amministratore unico Stefano Zaghis ha progetti più ambiziosi e spera di costruire in quelle zone anche le strutture che mancano per il trattamento dell'immondizia: tritovagliatori e Tmb.



Attualmente Ama, nel territorio di Roma Capitale, ha soltanto due zone di trasferenza: a Ponte Malnome e a Rocca Cencia, vicino all'unico Tmb pubblico rimasto in funzione. Il primo sito resterà attivo, dopo una deroga, fino al 31 gennaio; l'altro fa parte di un impianto che l'amministrazione e la stessa Ama vogliono dismettere. Tornando alla lista dei luoghi messi a disposizione dalla Difesa, tre sono a Roma e di questi - a quanto trapela - uno è a Castel Romano. Gli altri 7 invece sono stati individuati in provincia: più precisamente uno nel comune di Bracciano, uno a Sant'Oreste, due a Rocca di Papa, uno a Tarquinia e due a Pomezia, dove a guidare il municipio c'è un sindaco grillino, Adriano Zuccalà.

Come ha spiegato ieri a margine del Consiglio comunale straordinario sui rifiuti, Zaghis punta ad «allestire almeno quattro siti di trasferenza, uno per ogni quadrante della città. I luoghi? Nulla ancora è stato deciso, lo faremo nel vertice di martedì». Nell'ultima ordinanza regionale contro l'emergenza, la Pisana chiede ad Ama di aprire almeno due siti di questo genere. Sempre l'amministratore, all'ultima cabina regia alla quale ha partecipato, ha promesso di comunicare già la prossima settimana la localizzazione delle aree logistiche nel territorio cittadino.

Il manager, vista la scarsità di spazi utilizzabili tra Roma e provincia, punta a utilizzare le stesse località per costruire degli impianti di trattamento. «Dove all'inizio nasceranno le trasferenze, potremo in seguito anche realizzare dei tritovagliatori e dei Tmb. Credo che ci vorranno tra i 6 e i 9 mesi per i tritovagliatori e tra i 12 e i 24 mesi per gli altri». Sul numero delle strutture, Zaghis demanda la decisione finale al suo azionista, cioè alla giunta Raggi. «Chiedete alla sindaca, io mi attengo agli indirizzi che mi saranno dati». Ma sul tritovagliatore è facile ipotizzare che si segua quanto già realizzato a Ostia. Per i Tmb, ha aggiunto Zaghis che quelli da avviare «dovranno essere almeno due», tenendo conto che quello del Salario è bruciato.

Nei scorsi giorni il numero uno dell'Ama ha presentato un piano industriale che prevede una discarica e un termovalorizzatore, ipotesi sgradita al M5S romano. Ieri il manager non ha toccato il tema nel suo intervento in aula Giulio Cesare, ma a margine ha chiarito: «Stiamo scandagliando tutti gli scenari possibili. Ricordo che il piano rifiuti vigente stabilisce che nel Lazio dovevano esserci 4 termovalorizzatori, invece ce n'è soltanto uno».
 
Ultimo aggiornamento: Sabato 7 Dicembre 2019, 08:05
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