​Roma, i ristoratori: noi apriamo. Ma il fronte è spaccato

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di Flaminia Savelli

Da una parte c’è chi è deciso a scendere piazza per protesta pur di riaprire. Dall’altra, chi vuole aspettare le direttive e spera che il passaporto vaccinale sia il primo passo verso la ripresa definitiva. Così baristi e ristoratori sono spaccati. La prima avvisaglia martedì quando a piazza Montecitorio si è accesa la polveriera durante la manifestazione finita con 7 persone fermate e una maxi indagine della Questura. Mentre i titolari di cinema e palestre programmano, anche loro le riaperture in vista del passaporto vaccinale: dal prossimo 15 aprile chi ha terminato il ciclo di vaccinazione potrà scaricarlo dal portale della Regione Lazio.

Riaperture, verso il sì per arene e locali con i tavolini all’aperto. Le nuove regole

Una procedura che era stata annunciata lo scorso marzo e che rappresenta, per tutte le attività, il primo passo concreto verso la riapertura. I primi perciò che potranno scaricare il documento sanitario, saranno i medici che rientrano nella fascia a cui è stata garantita la prima dose di Pfizer con il richiamo già eseguito tra gennaio e febbraio. «Verranno inseriti via via i dati dei vaccinati tra marzo e aprile» conferma la Pisana. Ma intanto le attività romane spingono per le riaperture. 

I RISTORANTI

«Il nostro obiettivo è di riaprire non solo a pranzo ma anche a cena garantendo tutte le misure necessarie alla sicurezza sanitaria. Il passaporto vaccinale sarà un ulteriore strumento, ma intanto noi dobbiamo essere decisi e andare in quella direzione» commenta Sergio Paolantoni, presidente di Fipe Confcommercio Roma. Bar e ristoranti della Capitale lavorano ma solo con l’asporto dallo scorso 26 marzo. Dopo sei mesi di aperture a singhiozzo e le attività in bilico. Una polveriera pronta a esplodere. Dopo le prime scintille a piazza Montecitorio, questa sarà un’altra settimana “calda”. Domani infatti torneranno in piazza i ristoratori di “Io apro”. Martedì (13 aprile) si terrà invece a piazza San Silvestro la maxi assemblea di Confcommercio: «Noi prendiamo le distanze, così come già era accaduto alla prima protesta, dalle manifestazioni violente» conclude il presidente Fipe. Ma la scia di proteste e polemiche non si placa: ieri hanno manifestato anche i titolari delle fraschette di Aricci. I locali sono rimasti aperti, con servizio al tavolo ma solo all’esterno. 

CINEMA E TEATRI

Ma il passaporto vaccinale è la prima luce che si accende anche per i titolari di cinema e teatri. Il comparto dell’intrattenimento chiuso ormai da 14 mesi: «Abbiamo bisogno di una programmazione e di essere accompagnati nella riapertura di sale e teatri. Riaccendere gli schermi delle sale cinematografiche sarà comunque complicato» spiega Massimo Arcangeli, presidente dell’Associazione nazionale Esercenti Cinema (Anec). Un primo passo dunque, ma non la svolta: «Quello che cercheremo di fare- spiega Arcangeli- una volta che il passaporto sarà a disposizione di una platea abbastanza ampia, sarà riportare le persone in sala e per farlo ci sarà bisogno di un grande supporto. A partire dal programma di distribuzione che negli ultimi mesi ha, per forze di cose, privilegiato le piattaforme. Ora è il momento di ripartire ma abbiamo bisogno delle condizioni per farlo».

Pronte alla riapertura pure le palestre. Dalla scorsa settimana, solo chi ha disposizione spazi all’aperto, ha potuto riaprire. Anche in questo caso il pass rappresenta una svolta: «Siamo pronti a ripartire già da diverse settimane. L’estate scorsa abbiamo provveduto tutti ad adeguare gli spazi secondo le direttive sanitarie, adesso aspettiamo ulteriori comunicazioni pure su come richiedere ai tesserati i passaporti vaccinali» dice Laura Filipponi titolare di un centro fitness a Porta Portese. Che precisa: «Se ora riapriamo dobbiamo avere la certezza di non essere più costretti a chiudere».
 

 


Ultimo aggiornamento: Lunedì 12 Aprile 2021, 09:46
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