Boccia: «Sul Mes ho fiducia nel M5S. Gli assembramenti? Il male»
di Simone Canettieri

Boccia: «Sul Mes ho fiducia nel M5S. Gli assembramenti? Il male»

Ministro Boccia, oggi si chiudono gli Stati Generali a Villa Pamphilj, ma questi incontri non si potevano svolgere a Palazzo Chigi senza fanfare?
«No, ha ragione il premier Conte: non è stata la concertazione tradizionale, che fa sempre bene e che per la destra non ha valore. A questa domanda potrebbero rispondere meglio di me i tanti protagonisti che si sono confrontati con il governo».

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Ma qual è stato il valore aggiunto, al di là della cornice prestigiosa? Il suo Pd era dubbioso alla vigilia dell'evento.
«Il Pd ha chiesto più approfondimento e concretezza e così è stato. Chiedere a tutto il governo di ascoltare con la massima attenzione ogni proposta arrivata dai protagonisti della società e dell'economia era doveroso alla vigilia del più grande piano di investimenti della nostra storia recente. E poi posso aggiungere un aspetto?».
Prego.
«Aver visto anche le grandi aziende partecipate dello Stato raccordate tra loro nella sensibilità sociale su progetti che passano per il rispetto dei territori, su transizione energetica, ricerca e investimenti dà il senso del cambiamento in corso».
Manca l'opposizione: ci sarà questo confronto?
«Lo spero. Il presidente del Consiglio ci ha provato e continuerà a cercare il confronto fino all'ultimo, anche se durante l'ultima informativa alle Camere Lega e FdI sono usciti dall'aula».
Forza Italia no. Confidate nel diverso atteggiamento di Berlusconi?
«La stella polare resta l'Europa dove c'è l'isolamento dei sovranisti. Se fosse stato per loro e i loro alleati in Europa, non sarebbero esistiti il Recovery Fund e nemmeno gli scostamenti di bilancio».
Sulle grandi scelte europee potrebbe formarsi di nuovo la maggioranza Ursula con Fi?
«Sulle grandi scelte che rafforzano l'Italia non capisco perché non ci si debba sforzare di lavorare tutti insieme in Europa. Poi ci si può dividere, ma gli obiettivi devono guardare al Paese. FI su alcuni temi ha dimostrato, pur dall'opposizione, una sensibilità importante».
Intanto c'è il nodo Mes: alla fine i grillini diranno sì?
«C'è stata già una svolta importante del Movimento sulle posizioni europee dopo la nascita della Commissione Von der Leyen. La prima svolta è avvenuta un anno fa, ma l'evoluzione dell'ultimo anno è il risultato anche dell'alleanza con il Pd e della visione di Zingaretti. Questi sono risultati politici comuni di cui dovremmo essere tutti fieri».
Quindi?
«Quando il pacchetto sarà chiuso si farà una discussione complessiva sui singoli strumenti, se devi indebitarti per investire e meglio sfruttare bassi tassi d'interesse».
E' fiducioso dunque sul sì?
«Il Pd si sa come la pensa; sono fiducioso sul confronto. Non c'è bisogno di fare proclami e di ricorrere a fulmini e saette. Conte ha retto la maggioranza cercando il confronto con l'opposizione, senza reagire agli insulti».
Questa Fase 3 è puntellata da video e immagini di assembramenti: c'è troppa leggerezza?
«Sono morti oltre 34mila italiani. I dati sono sotto controllo, ma i positivi ci sono sempre. Questa settimana qualcuno in più. Stiamo convivendo con il Covid, ma il Covid non è scomparso. Gli assembramenti annientano tutto».
Il Viminale dovrebbe fare di più?
«Fa quello che può in un contesto non semplice. Dipende dai noi».
Cosa ha pensato davanti alle immagini di Napoli in festa?
«Per una sera si è dimenticato tutto. È stato un grave errore».
L'indice del Rt del Lazio è sopra l'1. C'è da temere?
«I dati sono sensibili e dipendono anche da un cluster, ma non sono preoccupanti: gli altri indicatori sono ottimi».
Chi doveva istituire le zone rosse di Nembro e Alzano?
«Le Regioni avevano l'autonomia di istituire le zone rosse e così ed è avvenuto ovunque. Con Fontana c'è stata collaborazione massima».
Ci sarà una frenata alle istanze autonomiste dopo il flop di tante Regioni del Nord, a partire dalla Lombardia?
«Le parole del presidente Mattarella sono la mia stella polare: l'autonomia se è sussidiarietà rafforza l'unità nazionale».
Ma i suoi assistenti civici, intanto, che fine hanno fatto?
«Esistono da 20 anni ovunque. La pratica invece per il nostro aiuto ai comuni è sul tavolo del ministro Catalfo: il bando partirà. Intanto, i comuni sono andati avanti, come accade quando lo Stato perde tempo. Se avessimo usato queste procedure con infermieri, medici sarebbero arrivati a settembre».
Nel Pd è partita la resa dei conti. Gori chiede un nuovo leader.
«Zingaretti è un segretario autorevole e lungimirante. Le regole del congresso sono note. Sono polemiche stonate e ingenerose. I fatti dicono l'opposto».

 
Ultimo aggiornamento: Domenica 21 Giugno 2020, 15:17
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