Giorgia Meloni, clausola pro Ucraina nel programma. La Lega: «Non serve»

Oggi il tavolo per definire il programma: «Ora basta con le ambiguità sulla Russia»

Clausola pro Ucraina nei programmi, l'idea della Meloni spiazza la Lega

di Andrea Bulleri

Elezioni politiche 2022 - Si vedranno nel pomeriggio, gli sherpa del centrodestra. E sarà solo il primo di una lunga serie di incontri. Obiettivo: mettere a punto il programma della coalizione. Partendo da posizioni non sempre così vicine. Come sulle pensioni: Salvini spinge per l’addio alla Fornero, Berlusconi vuole alzare le minime a mille euro al mese. Meloni invita tutti a pesare le parole: «Non facciamo promesse che non possiamo mantenere», ripetono da Fratelli d’Italia.

Al tavolo siederanno Giovanbattista Fazzolari e Raffaele Fitto per FdI, Massimiliano Romeo e Armando Siri per la Lega, Alessandro Cattaneo e Andrea Mandelli per Forza Italia. E il livello della tensione potrebbe salire fin da subito. Perché Meloni vuole che nel documento finale ci sia un riferimento chiaro alla collocazione internazionale dell’Italia e al sostegno «senza se e senza ma» al popolo ucraino. Un messaggio rivolto all’esterno, ma pure agli alleati: nessun ammiccamento a Putin sarà tollerato. Una condizione a cui, alla viglia dell’incontro, ribatte, sorpresa, la Lega: «Che bisogno c’è di ribadirlo? Siamo tutti a sostegno dell’Ucraina». Si mostra d’accordo invece Antonio Tajani. «Il programma sarà il nostro segnale di unità d’intenti: i cittadini sapranno dove e con chi vogliamo andare». Con due pilastri: «La politica estera e il no ai cambi di casacca». 

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Ultimo aggiornamento: Lunedì 1 Agosto 2022, 11:49
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