Governo, diretta: sì alla fiducia al Conte bis alla Camera con 343 sì 263 no Il premier contestato da Lega e Fdi: «Andare al voto da irresponsabili»

Via libera dalla Camera alla fiducia al governo Conte bis al termine di un dibattito durato tutto il giorno e con qualche momento di tensione. Sono stati 343 i sì alla fiducia e 263 i no dei deputati. «Sono soddisfatto del risultato», ha commentato il premier  Conte.

«Bene la fiducia alla Camera. Massimo sostegno alle parole del presidente Conte. M5S ha idee chiare: lavoro, imprese, ambiente, scuola, famiglia sono priorità. Ma anche taglio parlamentari e revoca concessioni autostradali. È il momento di correre, è il momento del coraggio. Ci siamo!». Lo scrive su twitter Luigi Di Maio dopo il voto di fiducia della Camera al governo.

 
Il discorso di Giuseppe Conte che aveva preso la parola alle 11.10 è finito intorno alle 12.35. Quattordici le interruzioni sopportate dal primo ministro, con il presidente Roberto Fico che ha faticato non poco in almeno tre occasioni per riportare l'ordine: 
«Elezioni, elezioni» e «poltrone, poltrone» le parole più urlate dai deputati in particolare dalla Lega e Fratelli d'Italia. Dalla parte opposta il discorso programmatico del premier  è stato interrotto oltre 20 volte dagli applausi della maggioranza M5S-Pd-Leu, a volte unanime, come sulle riduzione del cuneo fiscale e sugli interventi su scuola-famiglia-sanità, sulle politiche attive di genere e su giovani e infortuni sul lavoro; su altri punti in particolare Pd e M5S sembrano essersi divisi su temi più identitari, applaudendo con maggiore o minore convinzione. In particolare sul Ponte Morandi, le concessioni per le trivellazioni e l'acqua pubblica, ma anche sui migranti, il gradimento non è apparso unanime.

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Quella di questa mattina era la prima tappa delle  "due giorni" alla Camera e al Senato per la fiducia al nuovo governo. È poi previsto per le 19.30 l'inizio della chiama per il voto di fiducia della Camera al governo, mentre il risultato dovrebbe conoscersi intorno alle 21. È quanto stabilito dalla Conferenza dei capigruppo. Dopo l'intervento del presidente del Consiglio la seduta verrà sospesa, per consentire al premier di depositare il suo discorso al Senato. Alle 13 inizierà il dibattito che proseguirà fino alle 17.30, mentre alle 17.45 è prevista la replica di Conte, prima dell'inizio delle dichiarazioni di voto. Ciascun gruppo avrà a disposizione dieci minuti, due verranno concessi a ciascuna delle componenti del Misto, mentre 18 minuti verranno riservati per eventuali interventi a titolo personale.
 


LA DIRETTA

Ore 21.18  È terminata alla Camera la prima chiama per il voto di fiducia al governo Conte. È in corso la seconda chiama.

Ore 20.11  È iniziata nell'Aula della Camera la prima chiama per il voto sulla fiducia al governo Conte bis. Il premier al momento è seduto al suo posto con accanto solo il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri.

Ore 17.56 «Elezioni» e «Dignità» sono i cori dai banchi di Lega e Fdi a interrompere il discorso di replica del premier Giuseppe Conte. Applausi dai banchi della maggioranza alle parole del presidente del Consiglio sulla costituzione e sul sistema parlamentare. «Venduto venduto» si è urlato ancora dall'opposizione di destra. Conte risponde attaccando la Lega: «Non ho mai detto e non dirò mai che voi avete tradito: mi rivolgo alla Lega. Dico che mentre il M5s è stato coerente al proprio programma voi dimostrate di essere coerenti alle vostre convenienze elettorali. Avete sbagliato giuramento perché i ministri che hanno giurato letteralmente hanno giurato di tutelare l'interesse esclusivo della nazione non del proprio partito». 

Ore 17.55 Giuseppe Conte riprende la parola: «Addirittura nel ribaltamento delle posizioni si accusa il M5s che ha subito una scelta di tradimento: è assurdo. Il Movimento Cinque Stelle, che io apprezzo e lavoro con loro, ha ritenuto di fare della coerenza con il loro programma il centro della loro attività politica», spiega. Tradimento? «Avete parlato di tradimento ma permettetemi di dire che conosco la vostra abilità comunicativa ma ripetere all'infinito queste parole non potrà cambiare la realtà dei fatti: questa è una grande mistificazione. Il fatto di pensare che una singola forza politica o addirittura il suo leader possa decidere ogni anno a suo piacimento o addirittura a suo arbitrio di poter portare il Paese alle elezioni è irresponsabile».

Ore 17.27 Duro discorso di Deborah Bergamini di Forza Italia contro il governo Conte bis in Aula alla Camera, dove ha parlato di «sete di poltrone, non tutti qui lo pensano, ma io lo penso». «Tutto ci divide da voi, ma avete molto coraggio ad ignorare così apertamente la volontà del popolo - ha detto la deputata azzurra -. Questo governo determinerà la vostra estinzione politica. Siete ai titoli di coda di una pagina repubblicana nata per essere dimenticata». Critiche però anche alla Lega, «che proponeva a Di Maio di fare il premier», passaggio che ha suscitato le proteste dei deputati leghisti.


Il deputato della Lega Edoardo Rixi nel suo intervento alla Camera ha ricordato che «il presidente Conte definì Gentiloni traditore della patria», lo stesso esponente Pd che ora il governo ha designato per la Commissione Ue. Guglielmo Epifani di Leu, dalla maggioranza, ha invece sollevato la questione del Jobs Act, «sul quale bisogna intervenire, per un problema di legittimità istituzionale, facendo una verifica sul campo di quanto accaduto e quanto cambiato». «Professor Conte, la lunghezza del suo programma è legata alla speranza di permanere sulla poltrona», ha detto il capogruppo di Fdi Francesco Lollobrigida, che ha poi parlato di «reddito di cittadinanza ai 'fancazzistì». Quindi rivolto ai colleghi della Lega ha detto «bentornati dalla parte giusta della barricata», definendo il nuovo governo «uno squallido inciucio» e «un insieme di miserie umane», suscitando la reazione dei pochi deputati di maggioranza presenti in quel momento.


Ore 13.20 Bagarre in un'aula semideserta alla Camera quando il presidente dell'Aula Ettore Rosato ha tolto la parola, dopo averlo ripetutamente avvertito, al capogruppo di Fdi Francesco Lollobrigida per aver largamente superato il tempo del suo intervento, il primo di replica al discorso del premier. A Lollobrigida è stato spento il microfono tra le proteste del suo gruppo, unico presente in forze al momento. Quando ha preso la parola Giuseppe Brescia del M5S i deputati di Fdi hanno iniziato a scandire il coro «Onestà onestà» e poi «Vergogna» ed «Elezioni elezioni».

Ore 12.35 Il premier Conte termina il suo discorso.

Ancora bagarre dai banchi della Lega: "Elezioni, elezioni", viene urlato, e anche "poltrone, poltrone". Il presidente Fico fatica a tenere l'ordine. 


«Anche la legge sull'acquisto della cittadinanza italiana da parte di cittadini residenti all'estero che discendono da famiglie italiane appare meritevole di una revisione che, da una parte, valga a rimuovere alcuni profili di disciplina discriminatori e, dall'altra, valga a introdurre anche ulteriori criteri rispetto a quelli vigenti». Lo dice il premier Giuseppe Conte, invocando la promozione dell'Italia nel mondo anche con la diffusione della lingua, in vista del centenario della morte di Dante Alighieri, nel 2021.


E arriva la 13a interruzione forzata del discorso del premier Conte: Fico richiama la Lega che urla "Poltrone, poltrone. 

«Una squadra di ministri competenti, provenienti da forze politiche differenti, avrà l'onore e la responsabilità di offrire al Paese un Governo stabile e autorevole. Dovremo mostrare coesione di spirito e unità di azione, nel segno della collaborazione e della lealtà». 


Giuseppe Conte esalta il ruolo dell'informazione «libera e indipendente» nel suo discorso alla Camera: applausi dai banchi del Pd, molto meno da quelli del M5S, risate e lazzi dai deputati di Lega e Fdi.



«Rivedremo la disciplina in materia di sicurezza alla luce delle osservazioni critiche formulate dal Presidente della Repubblica, il che significa recuperare, nella sostanza, la formulazione originaria del più recente decreto legge, prima che intervenissero le integrazioni che, in sede di conversione, ne hanno compromesso l'equilibrio complessivo».


 


«Occorre migliorare il Patto di stabilità europea di crescita e la sua applicazione, per semplificarne le regole, evitare effetti pro-ciclici, e sostenere gli investimenti a partire da quelli legati alla sostenibilità ambientale e sociale. Un'impostazione di bilancio pro-ciclica, infatti, rischia di vanificare gli importanti sforzi compiuti sul piano interno per rilanciare la crescita potenziale del Paese, deprimendo la crescita effettiva».

Conte, in primo calendario utile proseguirà l'iter per il taglio dei parlamentari.

«Questa è la nostra visione, che si sviluppa su un orizzonte temporale ampio, che finisce per abbracciare l'intero arco della legislatura».

Contestazione dai banchi di Fdi al passaggio del presidente Giuseppe Conte sulla ricostruzione nelle zone terremotate. Un deputato, Paolo Trancassini, già sindaco di Leonessa, nella zona reatina del terremoto del 2006, si è alzato in piedi e ha gridato frasi all'indirizzo del premier, incomprensibili dalla tribuna a causa del microfono spento. Il presidente dell'Aula Roberto Fico è intervenuto per far proseguire Conte.

«Come dimostra la sensibile riduzione dei tassi rispetto ai livelli dello scorso ottobre, i mercati finanziari stanno investendo con fiducia sulla nuova fase che l'Italia sta attraversando. La diminuzione della spesa per interessi pagati sul nostro debito pubblico è una vera e propria »riforma strutturale«, perché ci permette di allentare quello che è stato il maggior freno alla crescita del nostro Paese negli ultimi decenni» .


Ore 11.57 Risate e ironie dai banchi del centrodestra, in particolare di Lega e Fdi, al passaggio del discorso di Giuseppe Conte sulla tutela del risparmio degli italiani. Fino a d'ora Fico è stato costretto sette volte a zittire questo o quell'onorevole.

«Occorre contrastare le odiose forme di sfruttamento dei lavoratori, che finiscono in non rari casi con l'essere ridotti in condizioni analoghe a quelle che una volta avremmo definito vere e proprie condizioni di schiavitù».

«Ci prefiggiamo di introdurre una legge sulla parità di genere nelle retribuzioni: è una battaglia che vogliamo portare a termine al più presto in omaggio a tutte le donne». Un altro applauso.

«Gli italiani hanno il pieno diritto a confrontarsi con un fisco chiaro, trasparente, amico dei cittadini e delle imprese. Serve una riforma fiscale che contempli la semplificazione, una più efficace alleanza tra contribuenti e Amministrazione finanziaria. L'obiettivo primario è alleggerire la pressione fiscale, nel rispetto dei vincoli di equilibrio del quadro di finanza pubblica. La strategia è molto chiara: tutti devono pagare le tasse, affinché tutti possano pagare meno».


«Nella prospettiva di una graduale rimodulazione delle aliquote a sostegno dei redditi medi e bassi, in linea con il fondamentale principio costituzionale della progressività della tassazione, il nostro obiettivo prioritario è ridurre le tasse sul lavoro - il cosiddetto cuneo fiscale - a totale vantaggio dei lavoratori, e individuare una retribuzione giusta - il cosiddetto salario minimo. «Bisogna garantire - prosegue il premier - le tutele massime a beneficio dei lavoratori, anche attraverso il meccanismo dell'efficacia erga omnes dei contratti collettivi sottoscritti dalle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative».
 
 


Applauso unanime della maggioranza al passaggio del premier Giuseppe Conte sulla necessità che «tutti ma proprio tutti paghino le tasse» e di ridurre le imposte sul lavoro. Il centrodestra ha rumoreggiato sul tema del taglio delle imposte.

«Desidero ripetere in quest'Aula quanto ho già affermato durante le consultazioni: la ricostruzione sarà una questione prioritaria di questo governo. Il mio primo impegno pubblico in Italia sarà proprio la visita ad alcuni Comuni colpiti dal sisma: incontrerò sindaci, rappresentanti delle istituzioni locali, semplici cittadini».

«È in gioco il futuro dei nostri giovani migliori. Purtroppo, tra le tante eccellenze del nostro Paese, ve ne è una che - da troppi anni - stiamo 'esportando', al di là delle nostre intenzioni. Sono le nostre ragazze, i nostri ragazzi, soprattutto quelli del Sud, costretti ad abbandonare i propri affetti, i territori in cui sono cresciuti per trovare all'estero nuove opportunità di vita. Occorre invertire questa tendenza, che espone la nostra Nazione al rischio di un inesorabile declino». Lo ha detto il premier Giuseppe Conte alla Camera. «I giovani sono la spinta propulsiva senza la quale ogni tentativo di rinnovamento si rivelerebbe vano. Questo è il Governo più giovane della storia della Repubblica. Non può rinnegare se stesso. Deve assolutamente raccogliere e vincere questa sfida».


«Per quanto riguarda la scuola, occorre intervenire per migliorare la didattica e per contrastare la dispersione scolastica, concentrando i nostri sforzi sulla professionalità dei docenti, ai quali occorre garantire la giusta valorizzazione, anche economica, in linea con quanto accade in altri Paesi europei».  «Occorre anche, in questo contesto, contrastare il precariato, attraverso lo strumento di concorsi ordinari e straordinari, che riconoscano il valore dell'esperienza e, nello stesso tempo, valorizzino il merito - e i meriti - di chi, con passione e vocazione, vuole dedicarsi a far crescere le prossime generazioni», ha aggiunto il premier.



«Questo Governo, quale prima misura di intervento a favore delle famiglie con redditi bassi e medi, si adopererà, con le Regioni, per azzerare totalmente le rette per la frequenza di asili-nido e micro-nidi a partire dall'anno scolastico 2020-2021 e per ampliare, contestualmente, l'offerta dei posti disponibili, soprattutto nel Mezzogiorno».
 


«Per quanto riguarda la scuola occorre intervenire per migliorare la didattica e ridurre la dispersione scolastica» ed è necessario riconoscere «ai docenti la giusta retribuzione economica: occorre anche in questo contesto contrstare il precariato con concorsi che riconoscano il valore dell'esperienza e del merito».


Ore 11.45 «Renderemo più efficiente e razionale il sistema delle concessioni operando una progressiva e inesorabile revisione di tutto il sistema. Quanto al tema di concessioni autostradali avviato a seguito del crollo del ponte Morandi, porteremo a completamento il procedimento senza nessuno sconto per gli interessi privati, avendo quale obiettivo esclusivo la tutela dell'interesse pubblico e la memoria delle 43 vittime, una tragedia che rimarrà una pagina indelebile della nostra storia patria».
Scatta il secondo applauso, ancora più lungo del primo.



Ore 11.40. «La sfida sul piano interno è quella di ampliare la partecipazione alla vita lavorativa delle fasce di popolazione finora escluse. Esse si concentrano soprattutto tra i giovani e le donne, particolarmente nel Mezzogiorno».

ORE 11.30 «Questo progetto politico segna l'inizio di una nuova, risolutiva stagione riformatrice». Lo ha detto il premier Giuseppe Conte in aula alla Camera. «Come più volte hanno sollecitato le stesse forze di maggioranza, è un progetto che presenta forti caratteristiche di novità». «Nuovo -ha aggiunto- nella sua impostazione, nuovo nell'impianto progettuale, nuovo nella determinazione a invertire gli indirizzi meno efficaci delle azioni pregresse; nuovo nelle modalità di elaborazione delle soluzioni ai bisogni dei cittadini, alle urgenze che assillano la società; nuovo nel suo sforzo di affrontare con la massima rapidità le questioni più sensibili e critiche». «Nello stesso tempo, questo progetto - per quanto ben avanzato sul terreno dei contenuti - ambisce a recuperare, con umiltà e contando sull'aiuto di tutti, un metodo di condotta politica che valorizzi, traendo ispirazione dal passato, equilibrio e misura, sobrietà e rigore, affinché i nostri cittadini -ha proseguito- possano guardarci con rinnovata fiducia, quella fiducia nelle istituzioni che è il presupposto imprescindibile affinché l'azione di governo e, più in generale, le iniziative di tutti i pubblici poteri, possano rivelarsi realmente efficaci».



Ore 11.20 «È un progetto politico di ampia portata, anche culturale. Vogliamo volgerci alle spalle il frastuono dei proclami inutili e delle dichiarazioni bellicose e roboanti». Lo ha detto il premier Giuseppe Conte in aula alla Camera. «Io e tutti i miei ministri prendiamo il solenne impegno, oggi davanti a voi, a curare le parole, ad adoperare un lessico più consono e più rispettoso delle persone, della diversità delle idee. Ci impegniamo a essere pazienti anche nel linguaggio, misurandolo sull'esigenza della comprensione. La lingua del governo sarà una lingua 'mitè, perché siamo consapevoli che la forza della nostra azione non si misurerà con l'arroganza delle nostre parole», sottolinea. «I cittadini ci guardano, ci ascoltano, attendono da noi una parola e un'azione all'altezza della funzione alla quale siamo chiamati. Si attendono da noi consapevolezza del ruolo e anche un supplemento di umanità. Non possiamo deludere le loro aspettative».
 


Ore 11.17 Conte: "Il programma del Governo, che non è una mera elencazione di argomenti, è la sintesi dell'Italia del futuro". Il premier per un paio di volte si ferma perché in aula si sentono commenti, ma poi il presidente Fico lo invita a proseguire garantendo che penserà lui a tenere l'ordine.

ore 11.15 «E' un programma che ha l'ambizione di costruire la società in cui vogliamo vivere noi stessi che abbiamo un po' di anni sulle spalle ma che vogliamo consegnare ai nostri figli e nipoti nella consapevolezza che il patto politico e sociale che proponiamo si prospetta necessariamente per essere sostenibile in una dimensione intergenerazionale. Oggi ci presentiamo per chiedere a voi, rappresentanti del popolo italiano, la fiducia sul nuovo
governo, che sarà mio compito guidare con disciplina e onore.

Ore 11.10 Il presidente della Camera Roberto Fico, dopo le comunicazioni di servizio e un intervento dell'onorevole Lollobrigida che ricorda la manifestazione di Fratelli d'Italia che si sta svolgendo in piazza di Montecitorio (lamentando la difficoltà dei manifestanti per raggiungere il sit-in e chiedendo «il rispetto
della Costituzione». «Hanno chiuso tutte le strade di accesso,Presidente le chiedo di intervenire per consentire di
manifestare» in piazza») dà la parola al premier Giuseppe Conte che ringrazia subito il presidente delal Repubblica Sergio Mattarella "riferimento imprescindibile". Scatta un lungo applauso.


 
Lunedì 9 Settembre 2019, 10:52
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