Libero De Rienzo, l'attore dallo sguardo sognante incurante del successo
di Riccardo De Palo

Libero De Rienzo, l'attore dallo sguardo sognante incurante del successo

Molti ricorderanno Libero De Rienzo in “Smetto quando voglio”, il fortunato film (e relativi sequel) di Sydney Sibilia, in cui era uno dei giovani laureati diventati spacciatori; oppure in “Fortapàsc” di Marco Risi, sulla vicenda di Giancarlo Siani. Certo è che la sua morte prematura per un infarto a soli 44 anni, è una vera tragedia per il mondo dello spettacolo italiano. "Picchio" - come era noto nell'ambiente - pochi mesi fa aveva girato sul Terminillo “Takeaway”, per la regia di Renzo Carbonera, una pellicola sul doping in cui aveva il ruolo di Johnny, il compagno di una marciatrice con un passato di preparatore atletico. E aveva commosso molti, leggendo alcuni passi da “Forte respiro rapido. La mia vita con Dino Risi” alla Galleria Sordi, ricordando la figura del cineasta scomparso nel 2008.

 

Libero De Rienzo morto, chi era "Picchio" attore napoletano vincitore di un David di Donatello

Il grande successo è iniziato dopo “Santa Maradona”, film d'esordio di Marco Ponti con Stefano Accorsi, che fece vent’anni fa il boom al botteghino. Sulle colonne del Messaggero, all’epoca raccontò di avere cominciato per soldi: «Ho cominciato perché mi trovavo in guai finanziari serissimi. Ho fatto la pubblicità per una marca di pasta: otto milioni lordi, pensavo solo a questo. Più tardi, cominciando a fare teatro, ho capito che c'era un senso». Nel successivo film di Ponti,  "A/R Andata + Ritorno" (2004), è il protagonista assieme a Vanessa Incontrada. Il successo? «Non lo vivo affatto, lo considero virtuale - diceva - Apre prospettive, certo, e crea privilegi. Ma non è questa la parte importante del mio lavoro». Di lui si notava un certo sguardo sognante, un modo di recitare schietto ed efficace, che lasciava il segno.

 

Libero De Rienzo, il David con Santa Maradona

 

Nato a Napoli nel 1977, ma da anni residente a Roma, De Rienzo aveva iniziato a lavorare nel mondo dello spettacolo sulle orme del padre, Fiore, che fu aiuto regista di Citto Maselli. Proprio “Santa Maradona” gli valse il David di Donatello. Altre due candidature seguirono nel 2010 per “Fortapàsc” e nel 2014 per “Smetto quando voglio”. L’attore, che ha recitato anche nei fortunati sequel di quest’ultima commedia, denominati “Masterclass” e “Ad honorem”, ha preso parte anche a “A Tor Bella Monaca non piove mai” di Marco Bocci (2019) e, l’anno scorso, “Cambio tutto!”, di Guido Chiesa e “Il caso Pantani - L’omicidio di un campione”, di Domenico Ciolfi.

Molte anche le serie tv a cui ha partecipato. Da “Nassiriya - Per non dimenticare”, per la regia di Michele Soavi, all’ultimo suo lavoro “Squadra mobile - Operazione Mafia Capitale”, di Alexis Sweet. Libero De Rienzo lascia la moglie, la costumista  Marcella Mosca, e due figli di sei e due anni. Dopo i funerali, la sua salma sarà inumata in Irpinia, accanto a quella di sua madre.

 


Ultimo aggiornamento: Venerdì 16 Luglio 2021, 11:58
© RIPRODUZIONE RISERVATA