Colosseo chiuso, il pugno duro di Renzi.
Subito il decreto: musei come i servizi pubblici
di Alessia Marani

Colosseo chiuso, il pugno di Renzi. Subito il decreto: musei come i servizi pubblici

Colosseo chiuso, migliaia di turisti in fila accalcati davanti ai cancelli rimasti sbarrati per metà mattinata, senza poter entrare. La figuraccia mondiale che l'Italia dei beni culturali ha fatto a Pompei il 24 luglio si è ripetuta ieri a Roma con l'anfiteatro Flavio, il Foro e i maggiori siti archeologici serrati al pubblico ancora una volta per un'assemblea sindacale. «La misura è colma», ha tuonato il ministro Dario Franceschini.



Mentre il premier Matteo Renzi su twitter ha annunciato: «Non lasceremo la cultura ostaggio di quei sindacalisti contro l'Italia. Oggi decreto legge #colosseo #lavoltabuona». Detto fatto, alla riunione del Consiglio dei ministri delle 18 è stato inserito all'ordine del giorno il decreto sulle «misure urgenti per la fruizione del patrimonio storico e artistico». «Con questo decreto legge non facciamo nessun attentato al diritto allo sciopero ma diciamo solo che in Italia, per come è fatta, i servizi museali sono dentro i servizi pubblici essenziali», incalza Renzi.



LE CONTROMISURE

Era stato lo stesso Garante degli scioperi Roberto Alesse, in mattinata, a premere in questo senso, «altrimenti vorrebbe dire continuare a dare una pessima immagine del Paese». Sulla stessa lunghezza d'onda l'invito del ministro dell'Interno Angelino Alfano ad «approvare subito la legge sulla regolazione dello sciopero, a tutela degli utenti dei beni pubblici», sostenuto anche dal coordinatore Ncd, Gaetano Quagliariello: «Basta #scioperiselvaggi».



Le pressioni sono state bipartisan, dal Pd («diritti sindacali legittimi ma in un quadro normativo certo», per la deputata Chiara Braga), al M5S («è desolante vedere i nostri siti chiusi per un'assemblea con migliaia di turisti fuori», per le senatrici Montevecchi e Serra). In pratica, con il nuovo decreto la fruizione dei beni culturali sarà regolamentata «alla stregua di scuole, treni e ospedali», ha sottolineato Franceschini. Vale a dire con fasce di garanzia per gli utenti-visitatori e con la possibilità di ricorrere alla precettazione. «È uno strano Paese quello in cui un'assemblea sindacale non si può fare, riunirsi è democrazia», la replica a caldo del leader Cgil Susanna Camusso all'ira del Governo. Aggiungendo, a proposito del decreto, che «essere servizio essenziale non vuol dire che non sia possibile fare scioperi o assemblee».



IL CONFRONTO

La segretaria Cisl Annamaria Furlan spinge al confronto: «Non è sollevando polveroni mediatici che si risolve il problema, l'assemblea era stata autorizzata dai dirigenti, bisogna mettersi intorno a un tavolo». Resteranno nella memoria le scene di rabbia e disagio di ieri al Colosseo. «Avevo acquistato i biglietti per me e la mia famiglia online - racconta Rosemary, americana - fa così caldo, è un incubo e domani partiamo». Per i turisti anche la beffa: il cartello che avvisa della chiusura indica «from 8.00 am to 11 pm» dove pm sta per le 23 della sera. Invece l'assemblea Rsu a Palazzo Massimo è finita alle 11.



I lavoratori rivendicano gli straordinari mai ricevuti da novembre a oggi e la necessità di più personale, specie di custodi. Una vertenza per cui i sindacati nazionali hanno già annunciato uno sciopero. «Abbiamo liberato il Colosseo dalle auto e dai camion bar ora lo libereremo anche dai ricatti - il commento del sindaco di Roma Ignazio Marino - Il Colosseo chiuso è uno schiaffo in faccia alle persone e uno sfregio intollerabile».
Ultimo aggiornamento: Sabato 19 Settembre 2015, 19:39