Migranti, nuova strage in mare: almeno 7 morti al largo della Libia

Migranti, nuova strage in mare: almeno 7 morti al largo della Libia
Nuova tragedia nel Canale di Sicilia. Un gommone si è sgonfiato al largo della Libia, sette cadaveri (anche quello di un bimbo di 8 anni) sono stati recuperati nel corso di un intervento delle navi delle ong Moas e Watch the Med e - fanno sapere da Moas - altri corpi sono in mare. Da ieri sera Phoenix, la nave di Moas, è circondata da 8 gommoni in difficoltà carichi di persone: oltre 450 sono state recuperate a bordo. Sei cadaveri sono stati trasferiti sulla nave Sea Eye di Watch the Med.

Intanto a Reggio Calabria è sbarcata la nave «Vos Prudence» con 649 migranti a bordo. «Sono migranti che abbiamo salvato due giorni fa, a Nord delle coste della Libia. Molti di loro presentavano segni di tortura e delle sofferenze subite in Libia o durante il tragitto. Per la prima volta cominciamo a vedere anche i segni delle guerre: feriti da arma da fuoco e segni di maltrattamenti e torture», ha raccontato Michele Trainiti, responsabile del soccorso e della ricerca in mare di Medici senza frontiere.

In massima parte sono subsahariani, ma anche di origine asiatica, dal Pakistan e dal Bangladesh. Quasi in contemporanea, sul litorale di Melito Porto Salvo, sono sbarcati 89 profughi, molti dei quali di origine siriana. Sul posto sono intervenuti i carabinieri mentre da Reggio la Prefettura, che aveva allestito il punto di fotosegnalamento e identificazione sulla banchina del porto, ha inviato due pullman per prelevare anche il secondo gruppo di migranti.

Ad accogliere i profughi anche il sindaco di Reggio Giuseppe Falcomatà, il procuratore generale Luciano Gerardis, l'arcivescovo di Reggio Calabria-Bova mons. Giuseppe Fiorini Morosini e l'assessore comunale alle Politiche sociali ed all'accoglienza Giuseppe Marino. Alcuni feriti per traumi vari sono stati affidati alle cure dei sanitari, così come una donna incinta.


«Le attività di salvataggio - ha detto ancora Trainiti - sono state questa volta molto difficili perché si è operato in più salvataggi. Con un'altra nave abbiamo sbarcato ieri a Pozzallo 550 persone. In un solo giorno, con i nostri 649, superiamo le mille unità ed altrettanto ha fatto la Guardia costiera. Una cosa è certa: gli sbarchi continuano. La gente continua a fuggire dalla guerra e dalla fame. Sono molti subsahariani. Abbiamo molti nigeriani, ma vediamo anche un flusso crescente dall'Asia, che per noi è anche l'indicatore del fatto che essendo chiusa la frontiera turca, comunque si cerca sempre una via alternativa per cercare una vita migliore».

A Lampedusa sono 851, complessivamente, i migranti sbarcati fra stanotte e stamattina. A soccorrere 4 barconi in difficoltà è stata la nave «Chimera» della Marina militare italiana. Ieri sera, sull'isola, sono arrivati in 448: erano tutti su un barcone. Fra stanotte e stamattina si sono registrati, invece, tre sbarchi: prima 151 migranti, poi 121 ed infine 125. All'hotspot di contrada Imbriacola, al momento, ci sono 1.043 persone. I migranti stanno tutti bene. Per la giornata di oggi non sono previsti trasferimenti.

Ultimo aggiornamento: Domenica 16 Aprile 2017, 15:54
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