La variante Delta divide in due il mondo: meno ci si vaccina, più si muore

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di Diodato Pirone

I paesi che se lo possono permettere vaccinano, quelli che di soldi ne hanno pochi no. E in questi ultimi la nuova ondata di variante Delta ha già avviato la terza o quarta strage.
I nostri no vax possono strillare quanto vogliono ma le cifre sono inattaccabili: ai tempi del Covid-19 la divisione del mondo (e all’interno dei Paesi) fra ricchi e poveri passa per i vaccini. 
Per rendersene conto basta guardare i grafici di due paesi anglofoni come la Gran Bretagna e il Sud Africa e quelli di due metropoli come Londra e Johannesburg.

 

 

Il Regno Unito ha immunizzato con due dosi il 55% della popolazione (37 milioni di persone) e il 95% degli ultrasettantenni. Risultato: nonostante il boom di nuovi contagi da variante Delta i morti da Covid si contano sulle dita di una mano, E Londra ieri era a quota zero. Il Sud Africa ha invece immunizzato appena il 4% della sua popolazione (2 milioni di persone circa) e non appena il Covid ha ripreso a fare il suo lavoro i decessi si sono impennati arrivando a sfiorare la quota giornaliera di 600 vittime dal 20 luglio. Johannesburg ha toccato il suo record assoluto di decessi (+200% in una settimana) contando fra le vittime anche il sindaco di 53 anni, Geoff Makhubo.

La tendenza di fondo è identica un po’ ovunque: in Occidente la variante sta facendo salire i contagi ma non i decessi se non in misura modesta e quasi sempre nella parte di popolazione ancora non vaccinata. Questo è il caso (vedi grafico in alto) anche di Israele, Italia, Francia e sia pure con qualche distinguo degli Stati Uniti. 

 

Variante Delta, il dramma dell'Africa

Fuori dalle due sponde atlantiche (e dall’Asia dove però il controllo del virus è militare) si è tornato a respirare il dramma. E’ impressionante il caso della Russia con la curva dell’aumento dei casi che praticamente coincide con quella della mortalità da Covid. Va ricordato che solo il 16% dei russi sono immunizzati. Stesso discorso per l’India (che ha somministrato due dosi ad appena il 7% dei suoi 1,4 miliardi di abitanti) dove il Sars CoV-2 è tornato a mietere quasi 5.000 vittime al giorno.

La stessa triangolazione (pochi immunizzati-aumento dei contagi da Delta-impennata dei decessi) viene registrata in Iran che ha assicurato due dosi ad appena il 3% dei suoi quasi 83 milioni di abitanti. Ebbene qui la Delta sta provocando quasi 30.000 contagi al giorno e la curva dei decessi sta risalendo con un rapporto quasi matematico rispetto ai nuovi casi, esattamente come è successo nelle ondate precedenti altrove nel mondo quando non c’erano i vaccini.

E le eccezioni? Una è il Brasile che è risalito a oltre 100.000 contagi al giorno finora senza riflessi sulla curva dei decessi. I virologi dicono però che i brasiliani sono per lo più giovani ma che per fare i conti per bene bisognerà aspettare un paio di settimane. L’altra è rappresentata dagli Stati Uniti che si stanno dividendo a loro volta in due: da una parte Stati altamente vaccinati e con pochi decessi (New York, California) e dall’altra alcuni Stati del Sud con (relativamente) pochi vaccinati e che mantengono la media dei morti intorno a quota 200 al giorno. In Usa secondo dati governativi il 97% dei ricoverati per Covid non ha il vaccino.
In questo scenario a valorizzare il ruolo di protezione della profilassi sono arrivati anche alcuni dati italiani. Ieri l’Istituto Superiore di Sanità ha reso noto che da febbraio in Italia sono stati registrati 35.776 morti causate dal Sars CoV-2 ma solo 423, poco più dell’1%, sono riferibili a persone immunizzate.
 


Ultimo aggiornamento: Mercoledì 28 Luglio 2021, 10:34
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