Violenze choc nel carcere di Poggioreale: «Ecco cosa succedeva nella cella zero»
di Domenico Zurlo

Violenze choc nel carcere di Poggioreale: «Ecco cosa succedeva nella cella zero»

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Poggioreale? Un inferno. La puntata di domenica sera delle Iene ha raccontato storie di maltrattamenti e vessazioni, e vere e proprie violenze, avvenute all’interno del carcere di Napoli, con le interviste ad alcuni ex carcerati: questi ultimi hanno raccontato situazioni estreme, condizioni fatiscenti, violenze quotidiane (dai secondini) e soprattutto problemi legati al sovraffollamento, tema di cui si parla da anni ma che è lontano dall’essere risolto.

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Pietro Ioia, ex narcotrafficante ora attivista per i diritti dei carcerati, alle telecamere delle Iene ha parlato di Poggioreale come «una scuola di criminalità, per me non dovrebbe esistere». Ioia punta il dito contro le violenze delle guardie penitenziarie, che sarebbero avvenute nella ‘cella zero’, dove i secondini picchiavano i detenuti. «È una cella non numerata - dice - dove ti chiamano, ti fanno spogliare e ti riempiono di botte. Se reagisci ti massacrano». Dopo alcune inchieste, questa cella zero attualmente non esisterebbe più.

«Non è assolutamente possibile che qui succedano cose fuori dalla legge», ribatte la direttrice del carcere Maria Luisa Palma, anche lei sentita dalle Iene. Poche settimane fa un ex detenuto, Roberto Leva, ha denunciato di essere stato picchiato dalle guardie: la signora Palma, sul suo caso, ha spiegato che i lividi che aveva erano contusioni causate da malori improvvisi «legati ad una malattia di cui non parlo per ragioni di privacy».

Malattia che sarebbe l'epilessia, che però viene smentita dalle sorelle. Una spiegazione che ricorda, in modo macabro, la perizia sulla morte di Riccardo Cucchi, che parlava di «morte improvvisa ed inaspettata per epilessia»: casi molto diversi e su cui certamente valuteranno le autorità competenti, ma che fanno certamente riflettere.
Lunedì 21 Maggio 2018 - Ultimo aggiornamento: 07-06-2018 15:13
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