Svolta Trump: a morte gli spacciatori. "Pena capitale per chi traffica droga". Poi torna sul muro del Messico

Svolta Trump: a morte gli spacciatori. "Pena capitale per chi traffica droga". Poi torna sul muro del Messico

A morte gli spacciatori. «Tolleranza zero» e pena di morte per i trafficanti di droga, almeno nei casi più gravi: Donald Trump lancia la sua crociata contro la crisi degli oppiacei da Manchester, New Hampshire, uno degli Stati americani più colpiti da questa piaga che miete 140 vittime al giorno, oltre 50 mila l'anno in tutto il Paese. Recentemente il tycoon aveva già ventilato l'ipotesi di introdurre la pena capitale per i mercanti di morte, additando come esempi la Cina, Singapore, le Filippine di Rodrigo Duterte. Ma oggi l'ha proposta ufficialmente nel suo piano di lotta contro questa emergenza, che vuole finanziare tramite il Congresso con sei miliardi di nuovi fondi per il 2018-2019.

Trump vuole 20 milioni di dollari dall'ex pornostar Stormy Daniels

«Dobbiamo cambiare le leggi, e stiamo lavorandoci ora», ha spiegato, smentendo Andrew Bremberg, direttore della politica interna della Casa Bianca, il quale ieri aveva anticipato che non si sarebbe fatto ricorso a nuove leggi ma a quelle già esistenti, che consentono la pena di morte a livello federale per le morti causate da overdose, anche se alcuni esperti la considerano incostituzionale. «Gli Usa devono essere duri contro la droga e la durezza include la pena di morte», ha ammonito il tycoon, lasciando al dipartimento di Giustizia indicare i casi per i quali applicare le nuove misure.

Afghanistan, battezza il figlio 'Donald Trump' ma è polemica: "Non è un nome musulmano"

Trump intende poi chiedere al Congresso di ridurre la quantità minima di droga (o di farmaci che contengano oppiacei) necessaria per finire in carcere. Il piano prevede anche di aumentare l'educazione scolastica e la sensibilizzazione al problema, allargare l'accesso ai trattamenti per le cure e il recupero, nonché la riduzione del numero di prescrizioni di farmaci oppiacei di almeno un terzo in tre anni. Uno dei problemi è infatti l'abuso di antidolorifici a base di oppiacei, alimentato dalle pressioni delle case farmaceutiche e da medici e farmacie compiacenti, oltre che da un sistema sanitario che spesso non copre alternative più costose. Trump ha minacciato di far causa alle società di Big Pharma coinvolte nella diffusione della piaga.

A corollario del piano, il Muro al confine col Messico come barriera contro i trafficanti e la battaglia contro le città santuario che tutelano gli immigrati illegali. Lo scorso ottobre il presidente aveva dichiarato la crisi degli oppiacei una emergenza sanitaria pubblica ma non una emergenza nazionale, come aveva suggerito una commissione ad hoc da lui creata per consentire finanziamenti federali più consistenti. Eppure quello degli oppioidi è un vero e proprio flagello, la più grande crisi sanitaria dell'America dalla diffusione dell'Aids negli anni Ottanta.

Lunedì 19 Marzo 2018 - Ultimo aggiornamento: 23:03
© RIPRODUZIONE RISERVATA
POTREBBE INTERESSARTI ANCHE..
COMMENTA LA NOTIZIA
0 di 0 commenti presenti
DALLA HOME