Dispersi sul Velino, intercettato segnale ma ricerche sospese per bufera. «Valanga sul loro sentiero»

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di Manlio Biancone e Pino Veri

In Abruzzo diventa assai forte la preoccupazione per le quattro persone di Avezzano disperse da 36 ore nella zona di Valle Majelana, sul massiccio del monte Velino sferzato da bufere di neve. Sono partite già nella notte di domenica con gli sci delle squadre del Soccorso Alpino e Speleologico della stazione di Avezzano, L’Aquila e Sulmona ed è stata allertata anche la Guardia di Finanza, per localizzare e mettere in salvo le quattro persone, tre uomini e una donna, che non rispondono ai cellulari. Ma più passano le ore e più si teme per la sorte del gruppo le cui ultime tracce si interrompono su un sentiero spezzato da una valanga.

«L'ipotesi purtroppo drammatica è quella che la valanga posso averli travolti. Noi però stiamo lavorando per trovare quattro persone vive, che al momento sono disperse». Così Fabio Manzocchi, il Capo stazione del Cnsas di Avezzano.

 

Le ricerche sospese

Dopo una notte di ricerche, verso le 10 di questa mattina uno degli elicotteri impegnati nelle perlustrazioni ha raccolto il segnale di uno dei cellulari dei quattro proveniente da quota 1800 metri (il monte Velino è alto oltre 2.487 metri) ma il pilota non è potuto scendere per le pessime condizioni meteorologiche segnate da fortissime raffiche di vento. Le squadre di soccorso si stavano dirigendo verso quella zona con grandi difficoltà, espondendosi al rischio di valanghe, poi la decisione di sospendere le battute per l'aumentare del rischio dovuto al peggioramente ulteriore del tempo. Si valuterà nel pomeriggio se riprendere. 

I dispersi sono tre commercianti avezzanesi, Gianmauro Frabotta, 30 anni, Tonino Durante, Giammarco Degni assieme a Valeria Mella, tutti molto esperti di montagna tanto da aver frequentato anche vette in Nepal. Tonino Durante è proprietario di una coltelleria in piazza Torlonia ad Avezzano, 60 anni,  Valeria Mella hostess di Harmonia Novissima e il fidanzato Gianmarco Degni è figlio del titolare di un negozio di articoli sportivi di Avezzano, entrambe 26enni, e Gian Mauro Frabotta, 33 anni, vive e lavora a Milano ed è il figlio di Mauro proprietario di una nota salumeria sempre ad Avezzano.

 

Il livello di preoccupazione sulla sorte dei quattro escursionisti è tale che è stato autorizzato dall'Aeronautica militare l'impiego dell'elicottero in piena notte per trasportare i soccorritori in quota e per aiutarli nelle ricerche. Le condizioni meteo erano inizialmente buone, ma nelle ore successivo è iniziato un drastico peggioramento con raffiche di vento in cresta che hanno raggiunto i 100 kmh.

Un'ora dopo la mezzanotte di domenica uno degli undici soccorritori a terra ha raccontato di essere arrivato fino a una valanga definita "importante", dove si fermano le tracce del gruppo degli escursionisti. Bisogna capire se il gruppo è riuscito a passare prima del distacco di neve, magari trovando riparo nel rifugio a Valle Genzana. Il vento in quota supera i cento chilometri all'ora, ragion per cui i soccorritori sono tornati indietro. Le ricerche a terra riprenderanno, meteo permettendo, nella mattinata di domani. 

Prima dell'una è arrivato anche l'elicottero della Guardia di Finanza; un altro mezzo aereo era atteso dall'Aeronautica militare, autorizzato al volo notturno, anche se le condizioni meteo sono diventate proibitive. 


E' stato il padre di uno dei dispersi a dare l’allarme. Secondo le informazioni fornite dal genitore e seguendo le sue direttive si sono immediatamente attivate due squadre del soccorso alpino a cui si sono poi aggiunti altri che hanno trovato le vetture dei quattro parcheggiate a ridosso di Valle Majelama, la valle delle aquile, vicino all’abitato di Forme di Massa d’Albe. Il comunicato diffuso in serata di ieri riferisce del fatto che i quattro, tre uomini e una donna tutti di Avezzano risultavano dispersi e i loro telefoni cellulari non raggiungibili. Subito dopo l’allarme secondo quando ancora sostenuto dal Cnsas sono partiti con gli sci le squadre del Soccorso Alpino e Speleologico della stazione di Avezzano, Tagliacozzo, L’Aquila e Sulmona ed è stata allertata anche la Guardia di Finanza.

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I quattro erano usciti ieri mattina, secondo quanto si è appreso senza gli sci al seguito, ma non sono rientrati a casa come era stabilito attorno alle 14: amanti della montagna e dunque anche abbastanza esperti, ieri mattina hanno fatto riferimento al Rifugio Casale da Monte, dove avevano lasciato le loro auto. Nonostante le indicazioni fornite dal padre di uno di loro che ha parlato di Valle Majelama in serata non si sapeva ancora con certezza dove i quattro fossero diretti dal momento che la base di Casale del Monte è usata spesso anche per raggiungere il Velino o il Monte Cafornia.

Quello che è certo è che non sono rientrati in serata e che non rispondono ai cellulari, oggetto di geolocalizzazione da parte del Soccorso Alpino e Speleologico per orientare le ricerche.

C’è ancora da sottolineare alcune altre ipotesi che ieri sono state fatte: i telefoni cellulari sono raggiungibili ove siano usati sui costoni del Velino, sono meno utilizzabili allorché impiegati all’interno della Valle. In questo caso il sentiero si immerge in due grossi costoni, una specie di gola nella quale si transita fino a raggiungere la vetta di Punta Trento che si erge proprio dietro al Velino.

Da qui, proseguendo si giunge fino ai Piani di Pezza località della quale si parlava in cronaca in questi giorni per il notevole abbassamento della temperatura: transitando all’interno della gola, dunque e con la situazione metereologica di ieri è possibile che al transito dei quattro sia anche caduta neve. Ipotesi di valanghe che è stata contemplata anche dai soccorritori. Ed è stata questa una delle terribili ipotesi che veniva portata avanti tra questi ultimi. E infatti le squadre di soccorso a un’ora di cammino dal luogo di partenza hanno trovato neve alta e una slavina. Identificare smottamenti o addirittura valanghe per la neve abbondante di questi giorni e per il successivo scioglimento delle parti interne è uno dei compiti di chi in queste ore si è addentrato in quella gola angusta.

 

 

 

 

 

 

Un'ora dopo la mezzanotte di domenica uno degli undici soccorritori a terra ha raccontato di essere arrivato fino a una valanga definita "importante", dove si fermano le tracce del gruppo degli escursionisti. Bisogna capire se il gruppo è riuscito a passare prima del distacco di neve, magari trovando riparo nel rifugio a Valle Genzana. Il vento in quota supera i cento chilometri all'ora, ragion per cui i soccorritori sono tornati indietro. Le ricerche a terra riprenderanno, meteo permettendo, nella mattinata di domani. 

Prima dell'una è arrivato anche l'elicottero della Guardia di Finanza; un altro mezzo aereo è atteso dall'Aeronautica militare, autorizzato al volo notturno, ma le condizioni meteo sono proibitive. 


Ultimo aggiornamento: Martedì 26 Gennaio 2021, 12:44
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