Salvati, Confapi: «Basta depredare il territorio: Regione e Governo trovino un acquirente per Treofan»
di Vanna Ugolini

Salvati, Confapi: «Basta depredare il territorio: Regione e Governo trovino un acquirente per Treofan»

«La vicenda Treofan è l'ennesima vicenda che vede come protagonista una multinazionale predatrice che arriva sul territorio portando via la qualità del lavoro dei dipendenti e il patrimonio di conoscenze. La Jindal è venuta qui solo con l'intento di chiudere. I dipendenti della Treofan sono un gruppo di persone che fa un prodotto di grande qualità: hanno fatto miracoli in questi anni. Ora arriva la multinazionale e chiudono. E' una cosa incredibile».

Carlo Salvati, presidente di Confapi è arrabbiato e addolorato per la chiusura della Treofan, centocinquanta dipendenti che perdono il lavoro e, almeno altrettanti dell'indotto. «Il mercato ce l'hanno in mano loro. Per Brindisi, fra l'altro, con l'ultimo Dpcm hanno ricevuto sgravi fiscali del trenta per cento. Queste cose bisogna dirle. E bisogna dire che quello che è successo alla Treofan l'abbiamo già visto con il magnetico di Ast: non hanno chiuso, hanno portato le produzioni altrove, così come Ast ha portato il magnetico in Germania».

Il presidente di Confapi conosce molto bene il film in polietilene che produce la Treofan. «E' un prodotto di grandissima qualità, ma alla multinazionale non è interessato nemmeno questo. Ha comprato l'azienda per poco, dato che De Benedetti aveva già fatto un grosso affare con la vendita dell'altra azienda in Messico. E invece il nostro territorio viene colpito così duramente».

Salvati è convinto che anche le istituzioni non abbiano fatto abbastanza per mantenere attiva un'azienda di questo valore: «Cosa ha fatto la Regione? Molto poco. Questo è un problema che andava risolto con un'azione congiunta di Regione e governo centrale. Ma oltre ad aver speso belle parole, i fatti non ci sono stati. Treofan non è una azienda decotta, l'impiantistica, nonostante non siano stati fatti recentemente degli investimenti, è ancora efficiente. E' una azienda che può stare sul mercato. Va trovato un acquirente».

Salvati non ha dubbi: «Questa città non può essere depredata in questa maniera. Va trovato subito qualcuno che compri l'azienda. E poi qualcuno si è chiesto cosa possono fare Gepafin o Sviluppumbria? Tra i nostri imprenditori non si trova una cordata che rilevi l'azienda? E facciamo bene gli accordi: questa multinazionale non solo è stata predatrice ma anche inquinatrice. Chi bonificherà il sito? Si facciano avanti Regione e Governo centrale per trovare concretamente una soluzione».


Ultimo aggiornamento: Domenica 8 Novembre 2020, 13:33
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