Terni, con il progetto di recupero scorie l'acciaieria vuole diventare green

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di Vanna Ugolini

TERNI «Il fatto che siamo in vendita non vuol dire non investire», aveva detto il Ceo di ThyssenKrupp Italia Massimiliano Burelli alla chiusura dell’anno fiscale. E tra gli investimenti in corso più importanti per Ast, le acciaierie ternane, c’è quello che riguarda il recupero scorie. Un progetto che potrebbe veramente rivedere completamente il concetto di acciaieria, catapultando Ast nel mondo dell’economia sostenibile. Una partenza lenta, un percorso in salita per i vuoti normativi, poi la pandemia. Ma Tapojarvi, l’azienda finlandese che ha vinto la gara per la costruzione dell’impianto di recupero scorie, va avanti. «I lavori di costruzione sono in corso e l’impianto sarà in funzione nella seconda metà dell’anno 2021», spiega l’ad di Tapojarvi, Martti Kaikkonen. Che aggiunge: «Abbiamo trovato in Ast un’azienda impegnata con determinazione nella direzione dell’economia circolare. Entrambe le società hanno una visione di un futuro più verde e stanno creando un modello di economia circolare volto al recupero delle scorie dell’acciaio». Il progetto è semplice nell’ideazione quanto difficile da realizzare perchè le scorie dell’acciaieria sono rifiuti particolarmente impattanti. Ma, una volta lavorate con l’impianto ideato da Tapojarvi «possono essere utilizzate per la produzione di aggregati per sottofondi stradali, per conglomerati cementizi o bituminosi. L’Umbria e le zone limitrofe manifestano interesse per questi materiali che potranno sostituire, per esempio, l’asfalto e il calcestruzzo, consentendo di sostituire gli aggregati naturali come ghiaia e sabbia e riducendo l’impatto ambientale». Una sorta di doppio impatto positivo, perchè questo recupero potrebbe, dunque, andare a diminuire anche il prelievo di ghiaia dalle cave naturali. 
Il confronto tra l’ad Kaikkonen e la regione Umbria è stato positivo: «La Regione Umbria e le autorità locali hanno accolto positivamente il progetto di valorizzazione delle scorie e la ricerca di soluzioni sostenibili». 

Il trattamento. Una volta trattate, le scorie assumeranno le caratteristiche di materiali quali la ghiaia e la sabbia, recheranno la marcatura CE e potranno essere usate in alternativa ai materiali naturali per la costruzione di sottofondi stradali, oppure inglobate in una matrice bituminosa o cementizia per produrre calcestruzzi o asfalti. L’individuazione della società finlandese Tapojärvi Oy come partner di Ast è avvenuta al termine di una gara internazionale, avviata a febbraio 2016, che ha visto la partecipazione dei più importanti operatori nel settore del trattamento e riciclo delle scorie in tutto il mondo. L’assegnazione del contratto a Tapojärvi è stata decisa nell’agosto 2018. 

I tempi. L’intesa Ast-Tapojärvi si snoderà lungo un ampio arco di tempo: in base al contratto, la costruzione dell’impianto per il trattamento delle scorie richiederà due anni e le operazioni congiunte dureranno dieci anni con l’opzione addizionale di altri dieci anni di collaborazione.

Gli investimenti. L’impegno economico previsto da Tapojärvi in Italia è di 45/50 milioni di euro per i primi due anni, di cui 9 milioni in ricerca e sviluppo. Per Ast, l’investimento totale stimato, nei primi due anni, è di 12/15 milioni, mentre l’investimento complessivo oscillerà quindi tra i 57 e i 65 milioni di euro. I benefici in termini di riduzione dell’impatto ambientale sono al vaglio del Dipartimento di Ingegneria Civile dell’Università di Pisa. Di certo ad oggi c’è che il confinamento delle attività denominate “rampa scorie” e “metal recovery” in capannoni con idonei sistemi di convogliamento e trattamento dell’aria porterà ad una riduzione significativa delle emissioni diffuse e quindi un miglioramento del PM10 nelle zone adiacenti lo stabilimento. Un quartiere che ha protestato a lungo per l’eccessiva presenza di polveri nell’aria. 

I benefici diretti e indiretti.  Per quanto riguarda i benefici in termini di riduzione dell’impatto ambientale, Ast «ta quantificando il miglioramento che deriverà da tali investimenti con il supporto del Dipartimento di Ingegneria Civile e Industriale dell’Università di Pisa. Di certo ad oggi c’è che il confinamento delle attività denominate “rampa scorie” e “metal recovery” in capannoni con idonei sistemi di convogliamento e trattamento dell’aria porterà ad una riduzione significativa delle emissioni diffuse e quindi un miglioramento del PM10 nelle zone adiacenti lo stabilimento. La riprogettazione della logistica del processo di gestione della scoria porterà ad una riduzione delle emissioni diffuse derivanti dai trasporti interni», ha spiegato il Ceo Burelli.  Ancora, secondo Burelli, «il differente ciclo di gestione della scoria originerà materiali più compatti con minori emissioni polverose e di liscivazione e richiederà limitate quantità di acqua riducendo i consumi ed i successivi trattamenti. La riduzione dell’impatto delle cave sul paesaggio e del loro grave effetto sull’ambiente è un altro importante risultato di questo progetto. In questo campo l’ostacolo più alto è rappresentato dalla concorrenza da parte di materiali alternativi di origine naturale come ghiaia o sabbia che, soprattutto in Italia, sono particolarmente a buon mercato e il cui consumo non è disincentivato da nessuna normativa, a differenza di quanto avviene in altri paesi europei, come ad esempio Olanda, Belgio e Germania». Ad ogni modo il percorso verso un’acciaieria più sostenibile è comunque cominciato.

Scheda. Tapojarvi è un'azienda finlandese  nata Nata nel 1955. Ha 670 dipendenti, tredici sedi in tre paesi: Finlandia, Italia, Svezia. La mission è: “Essere partner preferenziale dei nostri clienti come fornitore di nuovi prodotti e servizi sostenibili attraverso eccellenza operativa, tecnologica e digitale.”

 

 


Ultimo aggiornamento: Giovedì 17 Dicembre 2020, 09:50
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