Terni, dopo il rogo emergenza diossina con picchi cinque volte superiori ai giorni precedenti

Terni, dopo il rogo emergenza diossina con picchi cinque volte superiori ai giorni precedenti

di Nicoletta Gigli

TERNI - Diossine alle stelle durante l’incendio di via Vanzetti.  Che hanno raggiunto livelli di quattro volte superiori rispetto a quelli giorni precedenti.

Il rilevatore mobile che Arpa ha posto accanto al rogo, proprio sopra la nube, ha “fotografato” un picco di 1980 fgTEQ/m3.  

I primi dati non stupiscono gli addetti ai lavori. Che avevano previsto un quadro “non roseo” sulle conseguenze ambientali dell’incendio alla Ferrocart di Maratta, dove per ore e ore hanno bruciato materiali prevalentemente plastici.

Sono elevate, e non poteva essere altrimenti, le concentrazioni di diossina in prossimità dell’incendio che domenica ha ridotto in cenere 300 tonnellate di materiale e scarti di lavorazione. Ma, per Arpa Umbria “non sono rappresentative della effettiva esposizione della popolazione”.

Per valutare questo aspetto sono invece significativi i risultati delle analisi a caccia di diossine, pericolose per la salute quando entrano nella catena alimentare, restituiti dalle centraline fisse.

“È evidente - spiegano da Arpa - l’innalzamento dei livelli di diossine specie nelle postazioni di Carrara e Le Grazie, sicuramente riconducibile all’evento accidentale, che ha raggiunto il picco di 100 fgTEQ/m3 nella giornata dell’incendio”. Il giorno successivo il livello è sceso a 50.

Sono ancora in corso di analisi i filtri di particolato atmosferico della postazione Le Grazie, ritenuta “la più rappresentativa della qualità dell’aria della conca, nelle giornate successive all’incendio e delle deposizioni atmosferiche raccolte a Carrara, Le Grazie, Borgo Rivo e Maratta”. Per Arpa i dati ricavati  “saranno di grande utilità per verificare il ripristino delle condizioni di normalità della qualità dell’aria e per comprendere l’entità della ricaduta ambientale delle sostanze che si sono sviluppate”.

Per quanto riguarda le concentrazioni dei metalli (nichel, arsenico, cadmio e piombo) nel particolato atmosferico prelevato in prossimità dell’incendio si è registrato un leggero innalzamento solo per il particolato raccolto con  Echo Emergency, restando comunque al di sotto dei valori limite/obiettivo riportati nella normativa di riferimento.

I dati sono stati confrontati con i dati medi del triennio 2019-2021 e con quelli delle giornate precedenti l’incendio e, per quanto riguarda la concentrazione di idrocarburi policiclici aromatici, non sono stati riscontrati particolari scostamenti rispetto ai parametri di riferimento.

“Oggi i primi dati, integrati con quelli provenienti dall’analisi delle deposizioni al suolo, verranno valutati insieme alla Asl - dicono da Arpa - per determinare eventuali provvedimenti a tutela della salute delle persone”. Il che vuol dire che in queste ore si ragionerà su un piano d’ indagine su ortaggi e alimenti che comporterà inevitabili restrizioni sul consumo di prodotti interessati dalla deposizione dell’inquinante.


Ultimo aggiornamento: Giovedì 24 Febbraio 2022, 23:10
© RIPRODUZIONE RISERVATA