Palombella rossa compie 30 anni, il film che cambiò la pallanuoto italiana
di James Perugia

Palombella rossa compie 30 anni, il film che cambiò la pallanuoto italiana

ROMA - «Ti mando in acqua alta! Ti mando in acqua alta!». Una minaccia che molti pallanuotisti, da bambini, si sono sentiti urlare contro dai rispettivi mister, quando non si decidevano a tuffarsi. Un momento che è stato fotografato con precisione da una scena di Palombella Rossa, film di Nanni Moretti che quest’anno compie 30 anni. Una pellicola che, tra le altre cose, è un omaggio alla pallanuoto, uno sport che viene spesso considerato di nicchia. Vi presero parte molti campioni, come Mario Scotti Galletta, Imre Budavari e Telemaco Marcoccio, il mister che nel film è passato alla storia appunto per la frase: “Ti butto nell’acqua alta”. Marcoccio ha giocato per 27 anni e allenato per altrettanti in giro per il mondo. È uno degli indimenticabili protagonisti di Palombella Rossa.

Come nasce l’amicizia con Moretti? «Da avversari, sul campo. Io giocavo con la Canottieri Napoli e Nanni con la Lazio. È sempre stato un grande appassionato di questo sport. Gli ho dato delle belle lezioni».
Ma come era davvero il Moretti pallanuotista? «Aveva una grande intelligenza sportiva, con cui sopperiva alla mancanza di un grande fisico. Non come me che sono un armadio. Era il classico cervello di centrocampo. Tutta la squadra giocava intorno a lui».

Gira e rigira quando si parla di Palombella Rossa si arriva alla famosa scena del “Ti butto in acqua alta”. «L’abbiamo girata 7 o 8 volte. Era una scena molto dura perché io dovevo urlare al bambino che l’avrei buttato nell’acqua alta. Ma il bimbo in realtà si divertiva perché gli piaceva il momento del tuffo».
La pallanuoto è un bellissimo sport ma di nicchia. Con Palombella Rossa conquistò una notorietà enorme. «Tantissimi giocatori di pallanuoto hanno amato quel film. Il nostro sport è stato maltrattato, anche se abbiamo vinto un sacco di medaglie. Quel film gli ha restituito una grande dignità, e fu anche profetico perché anticipò la vittoria olimpica del 1992 passata alla storia».

E poi c’è quella parola nel titolo, “palombella”, diventata un capolavoro di popolarità. «Moretti la sapeva fare bene. Non aveva potenza, per questo faceva quel pallonetto. Era preciso, geniale. Un maestro, come nei suoi film».
Ultimo aggiornamento: 13:03 © RIPRODUZIONE RISERVATA