Erbe in tavola ma non solo: come riconoscerle e sfruttarle a proprio vantaggio
di Antonio Caperna

Erbe in tavola ma non solo: come riconoscerle e sfruttarle a proprio vantaggio

Prevenire il cancro con la portulaca (in assoluto la miglior fonte vegetale di omega-3). Fare gargarismi con l’acetosa (antiartritico) per attenuare infiammazioni delle mucose della bocca. Raccogliere in questi giorni foglie di amaranto (erba ricca di polifenoli antiossidanti, di clorofilla e di betacarotene) per combattere la carenza di ferro: il gusto è simile a quello degli spinaci ma l’amaranto ne contiene un quantitativo maggiore. Cucinare una frittata di asparagi (ne bastano 100 grammi) per assicurarsi successo sotto le lenzuola e assicurarsi il 75% della quantità quotidiana necessaria di acido folico, sostanza molto importante per la moltiplicazione delle cellule dell'organismo e per la sintesi di nuove proteine.

Lo dice la scienza e lo riassume il libro “Erbe (non solo) in tavola”, della giornalista Roberta Maresci e foto di Fabrizio Savi (Hexagon Editore, euro 19,90 pagg.242, da richiedere sul sito www.arshorti.it). Si presenta come un manuale con testo e 105 foto di altrettante erbe spontanee da riconoscere, raccogliere e usare.
Ecco dunque che il prato sbarca (non solo) in tavola. È il destino delle erbe spontanee che prima ancora d’essere usate come medicinali, sono state conosciute, raccolte e coltivate dall’uomo a uso alimentare. Da sempre. Malgrado non manchi qualche fruttivendolo accorto che riesce a recuperare per i propri clienti gli agognati mazzetti di tarassaco, malva, raperonzolo, rosolaccio, amaranto e ortica, il più delle volte per gustare le erbe spontanee bisogna rimboccarsi le maniche e andare “a naso in giù” per scoprirle lungo argini, prati selvatici e aree boschive.

Ma come riconoscerle? Come trasformarle in creme beauty? Quando raccoglierle? Questo libro risponde alle domande, distillando curiosità e accortezze, tra foto a colori e le immancabili ricette con dosi e procedimento per realizzare piatti o tisane, creme o marmellate naturali.

Pensato come un viaggio per i prati, questa officina di 105 erbe è articolata in ordine alfabetico, ed è stata creata per quell’esercito di almeno 100mila persone tornate nelle campagne e nei boschi a raccogliere quanto offre la terra. Ed è così che si torna a parlare di fitoalimurgia, intendendo proprio l'uso di "alimenti vegetali spontanei raccolti dall'uomo in momenti di carestia" che recenti studi hanno essere fonte di sostanze antiossidanti, meritando a pieno titolo la definizione di "cibo-medicina".
Domenica 14 Agosto 2016, 18:02
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