Long Covid, l'incubo di Rosa, infermiera 34enne: «Pensavano fosse ansia, dopo due anni sto ancora male»

Long Covid, l'incubo di Rosa, infermiera 34enne: «Pensavano fosse ansia, dopo due anni sto ancora male»

Rosa ha speso migliaia di euro per farsi visitare da fior fior di specialisti. «Quando, un anno dopo aver contratto il Covid, i medici del Gemelli di Roma mi hanno poggiato la sonda ecografica sul torace mi hanno detto "Qui c'è stata una forte infiammazione, che ha provocato anche una cicatrice sul cuore"».

«Ero sana, la malattia mi ha travolto come uno tsunami». Si parla ancora poco degli effetti del Long Covid, ma chi l'ha vissuto racconta di un vero e proprio incubo. Tra questi, c'è Rosa Carpentiero, infermiera di 34 anni, contagiata nel marzo 2020 e ancora alle prese con gli effetti della malattia. Ha lavorato in prima linea, così come tutti gli operatori sanitari, e si è contagiata quasi subito. Lavorava nella stessa azienda ospedaliera di Mattia Maestri, il 38enne di Codogno riconosciuto come "paziente 1" in Italia. 

 

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«Mi hanno diagnosticato l'ansia, come a molti altri pazienti, senza gli opportuni approfondimenti e capivo che i medici non avevano idea di cosa mi stesse succedendo perché le prognosi non corrispondevano alla guarigione - dice a fanpage -. All'inizio mi dicevano che essendo giovane sarei guarita presto, e sarei tornata come prima».

 

L'incubo di Rosa Carpentiero

«Mi sono ammalata nella settimana più critica del lodigiano, ho sviluppato subito una polmonite, che però non è stata trattata tempestivamente - continua l'infermiera -. Presentavo una sintomatologia altamente suggestiva per Covid-19, ma quando ho fatto la radiografia al torace non ho avuto accesso ai tamponi, e questo mi ha creato un danno importante».

Rosa non viene ricoverata, ma sta male da subito: «Il mio Covid non è stato paucisintomatico o asintomatico, ho avuto sintomi molto pesanti. Sono stata a letto per 40 giorni continui, con dolori, sintomi respiratori e diarrea, che mi hanno debilitata in maniera devastante. Ho perso 7 chili in due settimane, non riuscivo più a mangiare e neanche a camminare».

«Nonostante avessi avuto degli accessi in Pronto Soccorso nel tempo invece di migliorare andavo peggiorando. Dopo un mese e mezzo sono stata visitata dallo pneumologo di Codogno, che mi ha presa in carico, e mi ha fornito le prime cure utili. Quando sono arrivata da lui non riuscivo nemmeno a stare in posizione eretta».

 

 

 

La visita a un anno dal contagio

Rosa ha speso migliaia di euro per farsi visitare da fior fior di specialisti. «Quando, un anno dopo aver contratto il Covid, i medici del Gemelli di Roma mi hanno poggiato la sonda ecografica sul torace mi hanno detto "Qui c'è stata una forte infiammazione, che ha provocato anche una cicatrice sul cuore"». 

«Ho avuto una forte ricaduta con delle complicanze, e mi hanno rimesso in infortunio. Ad oggi le mie condizioni fisiche non mi permettono di sostenere il lavoro, anche perché a gennaio ho avuto anche una reinfezione con la variante Omicron, che mi ha causato ulteriori postumi». 

 


Ultimo aggiornamento: Mercoledì 25 Maggio 2022, 16:52
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