Oslo, ambulanza piomba sulla folla: 5 feriti. Uomo e donna arrestati, legami «con estrema destra»

Ore di terrore in un quartiere residenziale di Oslo dove un uomo, ex funzionario di polizia, alla guida di un'ambulanza si è lanciato contro i pedoni che camminavano sul marciapiede prima di essere fermato dagli agenti. Un gesto folle che miracolosamente non ha causato nessuna vittima, soltanto cinque feriti, ma che ha resuscitato nella mente dei norvegesi il terribile incubo della strage del luglio 2011, quando il terrorista di estrema destra Anders Breivik massacrò 77 persone nella capitale e sull'isola di Utoya. Proprio la pista del neonazismo è quella che stanno seguendo gli inquirenti dopo l'arresto del 32enne che guidava l'autoambulanza e della sua complice 25enne, entrambi norvegesi e ben noti alle forze dell'ordine.

La giornata di terrore nel quartiere di Torshov comincia poco dopo mezzogiorno e mezza. Un uomo chiama un'ambulanza fingendo di sentirsi male e quando il mezzo arriva la sequestra, con l'aiuto di una donna, lasciando illesi i tre operatori a bordo. Poi si mette alla guida del mezzo, lanciandolo a tutta velocità contro alcuni passanti. Colpisce una donna che stava spingendo un passeggino con due gemelli di sette mesi. Quindi una coppia di anziani. Tutti, per fortuna, solo lievemente feriti. Grazie al Gps dell'ambulanza, la polizia riesce ad arrivare in soli 15 minuti e comincia a sparare contro le ruote del veicolo nel tentativo di fermare la corsa forsennata.

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 Dopo vari tentativi a distanza, gli agenti decidono di tamponare il mezzo con la loro auto ma solo con l'intervento di un'altra ambulanza riescono finalmente a fermarlo e ad arrestare l'uomo a bordo. Nelle foto diffuse dai social media lo si vede riverso a terra, bloccato dai poliziotti, con pantaloni militari, giacca mimetica e giubbotto antiproiettili. Calvo con il pizzetto, la polizia rivela che l'uomo è un ex funzionario di polizia conosciuto alle forze dell'ordine per furti, violenze e rapine. Ma sono i suoi rapporti con i gruppi neonazisti, in particolare con un movimento chiamato "Resistenza nordica", quello su cui stanno indagando gli inquirenti. Nel marzo 2017 era stato protagonista di una maxi operazione di polizia dopo che non si era fermato ad un posto di blocco per un normale controllo barricandosi in un edificio per ore. 
 

Quando la polizia aveva fatto irruzione, lo aveva trovato in possesso di una bomba molotov. Dopo aver passato quattro mesi in carcere, l'uomo era uscito, nonostante nella sentenze il giudice avesse messo in guardia sul rischio che potesse commettere ancora reati simili. Sui profili social dice di essere padre di un bambino piccolo e di essersi iscritto ad un corso per diventare operatore ecologico o sanitario. Ma dai rapporti delle forze dell'ordine emerge la figura di una persona paranoica e vittima di dipendenze da droga e alcol. Questo spiegherebbe perché, oltre alle armi, nell'ambulanza siano state trovate delle droghe.
 
 

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 «Qual era l'obiettivo? Qual era il movente? Le indagini sono appena iniziate e per ora non siamo in grado di rispondere a queste domande», ha detto il capo della polizia investigativa di Oslo Grete Lien Metlid. Certo è che l'attentato avrebbe potuto avere un bilancio molto più grave, considerato che a bordo dell'ambulanza sono stati trovati un fucile e una mitragliatrice. Se sulla matrice neonazista rimangono pochi dubbi, restano oscuri obiettivi e modalità dell'attacco. Se l'intento era emulare le atrocità di Breivik, che aveva pianificato la sua strage nei minimi dettagli, perché ha deciso di risparmiare gli operatori sull'ambulanza? E perché l'attentatore ha scelto un quartiere residenziale semi deserto?
 
 
Martedì 22 Ottobre 2019, 13:42
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