«Ora i miei angeli sono in paradiso», la frase choc della detenuta di Rebibbia che ha lanciato i due figli per le scale

«Ora i miei angeli sono in paradiso», la frase choc della detenuta di Rebibbia che ha lanciato i due figli per le scale

«Ora i miei angeli sono in paradiso». È la frase choc di di Alice Sebesta, la detenuta 33enne di origine tedesca che ha lanciato i due figlioletti per le scale del nido all'interno del carcere di Rebibbia. A riferirlo all'Adnkronos è il suo legale, Andrea Palmiero: «Credo che lei abbia vissuto la sua carcerazione come una doppia punizione».

Il secondo bambino è clinicamente morto

Morta la bimba di 4 mesi 



La donna era in carcere da poco meno di un mese per spaccio di stupefacenti e in prigione non aveva dato segni di squilibrio mentale. «Proprio ieri ero al Tribunale di Roma per discutere la scarcerazione. Probabilmente sarebbe uscita presto dal carcere». Uno dei due figli, una bimba di pochi mesi, è morto sul colpo. L'altro, ricoverato all'ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma è in accertamento di morte cerebrale.

«Adesso i miei figli sono liberi, gli ho dato la libertà». Parole agghiaccianti con cui Sebesta, ha raccontato al suo avvocato difensore quanto compiuto ieri. La donna è accusata dalla Procura di Roma di duplice omicidio. La 33enne tedesca si trova piantonata nel reparto di psichiatria dell'ospedale Pertini e ha passato le ultime 24 ore a piangere e pregare. La figlia più piccola, Faith nata a Monaco di Baviera il 7 marzo scorso, è morta sul colpo, per il fratellino Divine, nato sempre a Monaco il 2 febbraio del 2017, i medici dell'ospedale Bambino Gesù hanno avviato la procedura per l'accertamento della morte cerebrale. A tal proposito la Procura di Roma ha lanciato un appello per rintracciare il padre dei piccoli, Ehis E. di nazionalità nigeriana, al fine di ottenere anche da lui l'ok per l'espianto degli organi. La tragedia ha avuto delle conseguenze di natura amministrativa.

Il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede ha, infatti, deciso per la 'linea durà sospendendo il direttore della casa circondariale femminile, Ida Del Grosso, la sua vice, Gabriella Pedote, e il vice comandante del reparto di Polizia penitenziaria, Antonella Proietti. Il ministro, parlando di quanto accaduto, ha detto di avere preso questa decisione perché ha ritenuto che «sono stati fatti errori». «Il messaggio - ha sottolineato Bonafede - deve essere chiaro: nel mondo della detenzione non si può sbagliare. Quel mondo vive in condizioni gravi; io mi sto impegnando e penso non solo ai detenuti, ma anche agli agenti penitenziari. Tuttavia se vedo qualcosa che non deve accadere io prendo subito provvedimenti».

Quanto alle critiche di chi dice che la donna non doveva stare in carcere, per il ministro «tutti si improvvisano tuttologi. Sono i magistrati a decidere quando si può fare la detenzione domiciliare e non è detto che a casa quei bimbi sarebbero stati più sicuri». Il Pd, a partire da Andrea Orlando, è andato all' attacco. «È sicuro - ha sottolineato l'ex ministro della Giustizia - che per non avere più bambini in carcere basta approvare la nostra riforma sull'ordinamento penitenziario». Per Alessandra Gallone, vicepresidente dei senatori di Forza Italia, va applicata la legge che prevede gli «Icam, istituti in cui possono essere accolte le detenute insieme ai loro bambini».

Sulla vicenda è stato avviato un accertamento ispettivo da parte del Dap, mentre per quanto riguarda l'indagine penale, la donna, al momento, resta l'unica indagata. Gli inquirenti, coordinati dal procuratore aggiunto Maria Monteleone, stanno effettuando una serie di accertamenti. Parlando con il suo avvocato, Andrea Palmiero, la detenuta è apparsa consapevole di quanto avvenuto. «Sapevo che ieri era in programma l'udienza davanti ai giudici del Riesame che dovevano discutere della mia posizione - ha affermato -. I miei figli li ho liberati, adesso sono in Paradiso». La donna era stata arrestata il 28 agosto scorso a Roma perché trovata in possesso di 10 chilogrammi di marijuana. Nei suoi confronti è stato applicato l'arresto in flagranza di reato, misura che dovrà essere convalidata nei prossimi giorni dal gip.
Mercoledì 19 Settembre 2018, 18:59
© RIPRODUZIONE RISERVATA