Coronavirus, cultura e turismo: il piano per ripartire. Un miliardo e mezzo per musei, spettacoli e alberghi
di Laura Larcan

Coronavirus, cultura e turismo: il piano per ripartire. Un miliardo e mezzo per musei, spettacoli e alberghi

Via dalla pazza folla, scriveva Thomas Hardy. Titolo che sembra tanto condensare il mood della prossima estate. La fase 2 della cultura, dello spettacolo e del turismo comincia ad avere i contorni più nitidi. «Sarà una lunga stagione italiana, con vacanze di prossimità, alla riscoperta del territorio locale». Per il ministro Dario Franceschini la parola d’ordine è «decongestionare le mete più gettonate e moltiplicare gli attrattori turistici con borghi, cammini, treni storici». L’inquilino del Collegio Romano ha illustrato in Aula del Senato e della Camera nel dettaglio il pacchetto di misure da quasi un miliardo e mezzo di euro a sostegno della cultura e del turismo («due settori che rappresentano il 20% del pil italiano e ora sono in ginocchio»).

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Un tesoretto che Franceschini punta ad inserire nel cosiddetto dl Maggio (complessivamente da 55 miliardi) prossimo ad essere approvato. Si tratta di iniziative specifiche per fare fronte alla crisi innescata pesantemente dall’emergenza del coronavirus. Nella tabella delle priorità c’è la riapertura dei luoghi della cultura, un percorso che sarà sostenuto da fondi strutturali per i musei («investimenti con cui i musei possono affrontare i costi di una riapertura in sicurezza, tra sanificazione degli spazi e dispositivi di protezione come mascherine e termoscanner»). In campo fondi anche per il settore editoriale, il cinema, lo spettacolo dal vivo. A tal proposito Franceschini ha ribadito «la possibilità di utilizzare da subito il fondo unico dello spettacolo, più tax credit cinema, più i 130 milioni che abbiamo già messo nel primo provvedimento di emergenza in favore di spettacolo e cinema».

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Ruolo chiave lo giocherà la nuova piattaforma digitale pubblica (la cosiddetta Netflix della Cultura, come l’hanno ribattezzata al ministero) che grazie all’accordo con la Cassa Depositi e Prestiti, punta a dare una risposta immediata agli addetti ai lavori nella fase di emergenza. Il palinsesto ruota tutto intorno ad un’offerta culturale esclusiva, costruita su spettacoli dal vivo, a pagamento, che ora non possono andare in scena al teatro per la quarantena. Piccole produzioni, monologhi, concerti, prosa, danza, opera, grazie alla collaborazione con le 14 fondazioni lirico sinfoniche. Una piattaforma dello Stato che può crescere (non è escluso che possa aprirsi alla partecipazione di privati) e immettere prodotti declinati per diversi format (dallo streaming a docu-film seriali sui musei, cantieri di restauro, storia delle collezioni d’arte, ma anche viaggi dietro le quinte raccontati con sceneggiature e una regia televisiva all’avanguardia, magari con il coinvolgimento di autori professionisti). D’altronde, se i musei potrebbero riaprire dal 18 maggio, per gli spettacoli dal vivo lo scenario è meno certo. «Mi sembra difficile immaginare che quest’estate si potranno fare grandi concerti», commenta Franceschini.

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Il turismo è l’altra sfida. In campo subito «aiuti a fondo perduto per aziende sotto una certa soglia di fatturato». In particolare, la misura riguarderà gli alberghi e altre aziende del settore del turismo, per sanare le perdite certificate (affitti a fronte di cancellazioni da parte di clienti). Per bar e ristoranti, che per rispettare il distanziamento dovranno accogliere un numero minore di clienti, si pensa «a una norma che per 6 mesi li esenti dalla tassa di occupazione del suolo pubblico e permetta di mettere tavolini anche all’esterno». Ancora un’iniziativa riguarda la creazione di un fondo speciale (con relative norme) per dare la possibilità allo Stato di acquisire e sanare le strutture alberghiere che rischiano di chiudere l’attività, evitando così possibili operazioni speculative. «Un passaggio chiave per non far perdere l’italianità dell’offerta turistica».

Previste, poi, le “carta vacanze”, bonus da spendere per le famiglie erogati secondo reddito e nucleo familiare. Altro punto che preme al ministro è l’intesa con l’Unione Europea. Da oggi, Franceschini è al lavoro con la commissione europea al turismo per scongiurare lo scenario di possibili intese su cosiddetti corridoi Covid-free tra paesi con minori casi di contagio (il che significherebbe facilitare la circolazione turistica). Il ministro infine plaude alla decisione di Intesa Sanpaolo di costituire un plafond a sostegno della liquidità e degli investimenti per le imprese del turismo e dell’indotto per un controvalore complessivo di 2 miliardi.

Ultimo aggiornamento: Giovedì 7 Maggio 2020, 10:52
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