Peppermint - L'angelo della vendetta: Garner con il broncio un'eroina da parodia
di Boris Sollazzo

Peppermint - L'angelo della vendetta: Garner con il broncio un'eroina da parodia

«Io vi cercherò, vi troverò e vi ucciderò». Dobbiamo a Pierre Morel - ma soprattutto al suo produttore, scopritore e in quel caso sceneggiatore Luc Besson - una delle frasi più iconiche dell'action post 2000. A pronunciarla Liam Neeson in Taken, che aprì il genere del borghese medio contro criminalità disorganizzate destinate a soccombere di fronte alla sua ira di uomo ferito. Morel, direttore della fotografia di The transporter, altra opera muscolarmente coatta, che esordì alla regia con l'ottimo Banlieue 13, sembrava destinato a diventare il John McTiernan (Trappola di cristallo) europeo. Ci riprovò con From Paris With Love e The Gunman, a loro modo buddy movie tra spari e sangue ma con risultati modesti. Così torna all'ovile, con una variante di genere: l'eroe solitario diventa eroina e assume le fattezze di un'icona dell'action moderno, dalla serie tv Alias a Elektra, Jennifer Garner. E per quanto lei sia tosta, bellissima e capace di annichilire un intero esercito con lo sguardo ancora prima che con le mani nude, il risultato sembra una parodia senza umorismo.
La madre che per 5 anni si allena per vendicarsi di chi ha spazzato via la sua famiglia non riesce mai a trovare una credibilità di scrittura e messa in scena, tutto sembra artificioso e programmatico. Morel in regia decide di affidarsi a un ritmo frenetico, privo di spessore narrativo, mentre la Garner mette su il broncio e non trasmette un briciolo di ironia ed empatia. Nella sceneggiatura si seminano un paio di interessanti spunti, subito dispersi: il rovesciamento di genere - una donna che dà la caccia agli uomini, ma niente a che vedere con il gioiello Revenge di Coralie Fargeat o con il mitico Lady Vendetta - e l'impatto mediatico della vedova vendicatrice, che potrebbe essere un'efficace riflessione sul giustizialismo assetato di sangue e diventa invece un inno al populismo alla Tom Clancy, peggiorato dal trumpismo. Anche la violenza non è mai sconvolgente. Una fusione a freddo, insomma, tra le ispirazioni anni 80 (Bruce Willis) e la modernità inaugurata da Morel proprio con Taken. Fallita.
Mercoledì 27 Marzo 2019, 09:09
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