Conte e la tentazione di guidare M5S da deputato: spunta un seggio a Roma
di Emilio Pucci

Conte e la tentazione di guidare M5S da deputato: spunta un seggio a Roma

Gli hanno strappato una promessa. «Ma perché va la Meloni a palazzo Chigi e nessuno dei nostri?». E Giuseppe Conte ha assicurato ai malpancisti M5S che sarà lui a trattare con Mario Draghi quando si insidierà alla guida del Movimento. Ma su quando sarà c'è ancora un grosso punto interrogativo perché il timing della consegna dei dati sugli iscritti in mano a Rousseau scadrebbe lunedì, ma Casaleggio non ha alcuna intenzione di acconsentire al richiamo del Garante della privacy.

E al di là delle intenzioni del figlio di Gianroberto di puntare sul ricorso, già nei prossimi giorni potrebbe partire una denuncia del Movimento per inottemperanza degli obblighi da rispettare. Anche l'eventuale arrivo di misure coercitive non sbloccherà comunque l'impasse perché l'associazione continua a ripetere che l'elenco degli iscritti non può essere inviato a Crimi e che l'ex premier non ha alcuna legittimazione se non passa attraverso il voto della piattaforma. Con Rousseau è «una querelle che non ha senso, stiamo fermando il vento con le mani. Dobbiamo pensare alla ripartenza con Conte», taglia corto il sottosegretario M5S Sibilia.

Garante privacy ordina a Rousseau la consegna dei dati degli iscritti e dei parlamentari M5S «entro 5 giorni»


LA SUGGESTIONE
Nel frattempo c'è chi spinge l'ex presidente del Consiglio a prendere in considerazione la possibilità di correre nel seggio di Primavalle a Roma alle suppletive che si apriranno dopo la nomina della pentastellata Del Re a rappresentante speciale dell'Ue per il Sahel. Il giurista pugliese aveva già rifiutato il seggio a Siena offertogli dal Pd nello scorso governo rosso-giallo e non è detto accetti questo invito. Certo, è suggestivo pensare ad un approdo in Parlamento dell'ex inquilino di palazzo Chigi e magari a quello contestuale del segretario dem Letta che potrebbe candidarsi proprio a Siena. Entrambi, per ora, nicchiano in attesa di definire meglio il proprio percorso lontano dalla Camera dei deputati, accarezzando l'ipotesi di un'intesa di un supporto reciproco. Solo che il percorso M5S è molto più accidentato. Sulla giustizia i grillini e Conte si è intestato la battaglia terranno il punto e ora con l'arrivo del dl semplificazioni e del dl sostegni alla Camera aumenteranno ancor di più le fibrillazioni.

 


La tentazione di staccare la spina c'è in molti, si aspetta il semestre bianco per alzare ancora di più l'asticella. E l'approdo di Casalino alla comunicazione dei gruppi parlamentari servirà per definire meglio la linea del Movimento. Solo che l'incertezza che regna in M5S rischia di trasformarsi sempre di più nel caos. Perché se è vero che sarà Conte a trattare e a tenere una linea maggiormente barricadera e muscolare (senza però rompere), è altrettanto evidente che la maggioranza dei deputati e senatori non ci pensa proprio allo strappo. Soprattutto con il taglio dei parlamentari e con le percentuali così basse che porterebbero la truppa a ridursi non poco nella prossima legislatura.

Sindaco Roma, Gualtieri in campo: «Mi candido per le primarie». Conte appoggia Virginia Raggi

E il timore in chi guarda a Conte con scetticismo è anche un altro, ovvero che abbia intenzione di portare con sé e poi di candidare quello che i malpancisti chiamano il cerchio Alpa, dal nome del maestro e mentore dell'ex premier. Conte è consapevole dei malesseri interni ma sta cercando di gestire il disagio in maniera costruttiva. Ieri si è speso anche per cercare di trovare una soluzione al candidato in Calabria per le Regionali, proponendo un patto tra le forze progressiste e di convergere su un civico. L'ipotesi di Letta e Conte in Parlamento viene accreditata per dare forza all'ex maggioranza rosso-gialla in vista delle elezioni del prossimo Capo dello Stato. In realtà Conte mira ad ergersi come il garante di un M5S compatto, «di lotta e di governo», anche per fronteggiare l'ala Di Battista. Un Movimento che continua a perdere pezzi. Ieri l'addio dell'ex ministro Trenta: «Questa non è più la casa della trasparenza e della democrazia dal basso».
 


Ultimo aggiornamento: Venerdì 4 Giugno 2021, 07:22
© RIPRODUZIONE RISERVATA