Isole Covid free, è scontro. Figliuolo: nessuna deroga, ma la Campania tira dritto
di Francesco Malfetano

Isole Covid free, è scontro. Figliuolo: nessuna deroga al programma di vaccinazione, ma la Campania tira dritto

A spaccare governo e Regioni ora sono le isole. O meglio è il cosiddetto modello greco che una parte dell’esecutivo - con in testa il ministro del Turismo Massimo Garavaglia che la scorsa settimana aveva anche annunciato l’apertura di un tavolo «per arrivare ad avere dei protocolli» - vorrebbe importare in Italia. L’idea è piuttosto semplice: rendere libere dal Covid attraverso una campagna di vaccinazione massiva le piccole isole dei mari italiani, in modo da poter accogliere in tutta sicurezza i viaggiatori stranieri al più presto e anticipare l’inizio della stagione turistica già alla fine del mese di aprile. Una proposta che se ora viene osteggiata da diversi presidenti di Regione (battaglieri Bonaccini, Zaia, Cirio e Fedriga) e soprattutto dal commissario Figliuolo, nei giorni scorsi aveva invece raccolto consensi e qualche iniziativa. Ad esempio la Campania da giorni ha predisposto un piano di vaccinazioni per i 20mila residenti di Ischia, Capri e Procida, senza tener conto del fattore anagrafico. E lo stesso hanno provato a fare i sindaci toscani dell’isola d’Elba e quelli siciliani delle Eolie.

 

 

 

La direttiva

 

Il tutto è però conflitto con le ordinanze firmate da Figliuolo, che ha imposto un preciso ordine per la priorità della vaccinazione: over80, fragili, caregiver, 70enni e 60enni. Non è dunque un caso che ieri la struttura commissariale abbia manifestato con una nota il proprio dissenso rispetto alla proposta, ribadendo come non siano previste deroghe al fatto che si proceda «in maniera unitaria». Una frenata a cui, in principio, si è opposto il governatore campano Vincenzo De Luca che prima ha fatto sapere di essere pronto a tirare dritto («La Campania lavorerà per avere le isole Covid Free» e non chiederà «l’autorizzazione a nessuno, né a Roma né a Bruxelles né alle Nazioni Unite») e poi è tornato almeno parzialmente sui suoi passi dopo la nota di Figliuolo. «Anche sulle isole ogni centro vaccinale procede per fasce di età, ma una volta completati gli ultra 80, gli ultra 70 e 60, il centro vaccinale territoriale può procedere verso tutte le categorie contribuendo alla diffusione capillare delle vaccinazioni».

 

 

Gli altri

Sul fronte opposto, accanto a Figliuolo, ci sono gli altri governatori delle regioni italiane. «Mi auguro che il ministro del Turismo rigetti la proposta - ha attaccato l’emiliano Stefano Bonaccini - Non possono esserci località turistiche privilegiate a discapito di altre». E ancora: «L’Italia intera deve ripartire» ha rincarato il ligure Giovanni Toti. Sulla stessa linea d’onda anche il veneto Luca Zaia, il piemontese Alberto Cirio e il friulano, presidente della Conferenza Stato-Regioni, Massimiliano Fedriga: «Penso che noi dobbiamo utilizzare un sistema uguale per tutti i cittadini di questo Paese». Il riferimento turistico, oltre che alle vaccinazioni è al cosiddetto pass-vaccinale. Un tema su cui ieri è intervenuta anche la ministra degli Affari Regionali Mariastella Gelmini: «Mi piace molto la proposta fatta dall’Ue del pass vaccinale, proposta che dobbiamo affrontare anche noi a livello nazionale, perché è giusto pensare al turismo» ha detto prima di difendere le scelte del governo contestate da De Luca («Per riaprire - ha aggiunto - dobbiamo mettere in sicurezza la salute dei più fragili altrimenti rischiamo di allungare il tempo delle chiusure».) In ogni caso, la discussione sulle isole covid free è tutt’altro che terminata. Il progetto di vaccinare per intero le piccole comunità al fine di salvare la stagione turistica, stando a quanto trapela dal Commissario, è rimandato a fine maggio, quando avremo a disposizione un numero maggiore di dosi e tutti gli anziani e i fragili della Penisola saranno stati immunizzati. 

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Ultimo aggiornamento: Mercoledì 14 Aprile 2021, 09:11
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