Torino, uccise il padre violento per difendere la madre: ricorso contro l'assoluzione di Alex Pompa

Torino, uccise il padre violento per difendere la madre: ricorso contro l'assoluzione di Alex Pompa

Per il pm torinese Alessandro Aghemo, non ci sarebbe stata legittima difesa e le prove sarebbe state travisate

Alex Pompa senza pace. Il ventenne di Torino, prima imputato e poi assolto per aver ucciso il padre violento nel tentativo di difendere la madre, potrebbe essere di nuovo processato. Il pm torinese Alessandro Aghemo, infatti, ha presentato ricorso in Appello contro l'assoluzione del giovane dall'accusa di omicidio.

 

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Il fatto risale al 30 aprile 2020 ed era avvenuto a Collegno, nella casa della famiglia Pompa. Alex trafisse il padre Giovanni per 34 volte servendosi di sei coltelli da cucina diversi. Il genitore, in uno dei suoi frequenti e furibondi scatti di collera, si era appena scagliato contro la madre. Per la Corte d'Assise, che lo scorso novembre lo ha scagionato, fu legittima difesa.

 

Il pm di Torino non è però della stessa idea dei giudici. «Non vi è prova di una lotta tra i due, ma solo del tentativo del genitore di sottrarsi all'aggressione. E non vi è la prova del fatto che il padre fosse riuscito ad armarsi, ma solo del fatto che fosse riuscito a impossessarsi di uno dei coltelli impugnati dal ragazzo, perdendone subito il possesso per l'intervento dell'altro figlio» - si legge nelle motivazioni del pubblico ministero - «I giudici hanno valutato in modo erroneo le prove, in modo da offrire una ricostruzione dell'accaduto completamente sganciata da quanto era emerso nel dibattimento, frutto di una rivisitazione del compendio probatorio dominata da una tesi preconcetta d'innocenza dell'imputato».


Ultimo aggiornamento: Martedì 5 Aprile 2022, 14:40
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