«Lungo via Cavin mancano gli attraversamenti pedonali, e in quell'incrocio

«Lungo via Cavin mancano gli attraversamenti pedonali, e in quell'incrocio serve una rotonda». L'ennesimo schianto mortale sullo stradone che collega Mirano e Santa Maria di Sala riaccende la polemica sulla mancanza di sicurezza. Sono molti i residenti che ieri hanno alzato la voce sottolineando lo sfrecciare delle auto e la difficoltà di immettersi per chi proviene dalla zona commerciale. La questione è sfociata anche su Facebook, dove il sindaco di Mirano Maria Rosa Pavanello ha difeso a spada tratta l'operato dell'amministrazione rimarcando che la competenza di quella strada è della Provincia di Venezia.
Lo sfogo polemico di molti miranesi è comunque uno sfogo a caldo, perché la tragedia ha sconvolto davvero tutti. Domenica notte l'auto con a bordo Margherita Noè e Federico Talin ha svoltato verso via Galilei invadendo la corsia opposta e venendo investito dalla vettura di un 24enne del posto, risultato successivamente positivo all'alcoltest. Ma la presenza di una rotonda avrebbe aiutato ad evitare quell'impatto fatale? Maria Rosa Pavanello non si sbilancia, ma chiarisce le competenze: «Noi abbiamo più volte chiesto e sollecitato alla Provincia interventi di messa in sicurezza. Una rotonda in quel punto mi pare sia stata sempre esclusa». La motivazione tecnica? Una rotatoria rallenterebbe troppo il traffico in una strada già ampiamente trafficata. La questione comunque sarà approfondita: «Chiederemo un incontro urgente al Settore Strade della Provincia di Venezia, per capire cosa intendono fare», garantisce il sindaco.
Il comandante della Polizia Locale, Stefano Sorato, un'idea chiara già ce l'ha: «In quel rettilineo un autovelox fisso sarebbe molto utile perché avrebbe un'importante funzione di deterrenza, ma la categoria di questa strada non ci permette di installare quel tipo di apparecchiatura». Per ora l'unica cosa certa è la lunga serie di vittime sul Cavin: nel 2000 all'incrocio con via Varotara perse la vita il capitano della Guardia di Finanza di Mirano, Marco Lovato, schiantandosi con la sua moto contro un'auto; nel 2005 lo studente del liceo Majorana Marco Squizzato fu travolto mentre camminava sul ciglio della strada davanti al bowling, tre anni dopo il giovane ingegnere Federico Maguolo perse la vita in sella alla sua moto, sbattendo contro una macchina che usciva da una delle tante stradine laterali. Ora due nuove vittime, sempre sullo stesso rettilineo maledetto.
La pm che coordina le indagini, Lucia D'Alessandro, lunedì darà l'incarico all'ingegner Zamuner per ricostruire la dinamica del sinistro e in base a quella accertare le responsabilità
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Ultimo aggiornamento: Mercoledì 4 Giugno 2014, 04:56