Roma, l'odissea di un disabile bloccato sulla metro B a Rebibbia: «Ascensore fuori uso»

Rebibbia, l'odissea di un disabile bloccato sulla metro B: «Ascensore fuori uso»

di Laura Bogliolo

Roma non è una città per tutti, soprattutto per i disabili ai quali viene negato il diritto, ad esempio, di scendere o di salire a bordo di un vagone della linea B della metropolitana. Di casi ce ne sono moltissimi, ogni giorno praticamente, come quello accaduto ieri a un disabile che era convinto di poter uscire a bordo dell'ascensore della stazione Rebibbia per raggiungere la strada.

E invece l'impianto era fuori uso e il suo viaggio è stato inesorabilmente interrotto. Sono dovuti intervenire operatori dell'Atac ma addirittura i vigili del Fuoco per dare assistenza alla vittima dell'ennesimo a scempio ai danni dei disabili nella Capitale. L'azienda dei trasporti ha chiarito che «la notizia del fuori servizio è ospitata da tempo sui media aziendali, ripetuta ogni giorno per limitare il più possibile i disagi».

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È proprio vero, è sufficiente scorrere la pagina del sito dell'Atac per rendersi conto che Roma e i suoi trasporti pubblici non sono a disposizione di chi ha difficoltà. In tutto gli impianti fermi per scadenza trentennale, per lavori o in attesa di collaudo, sono 48. Altri 50-60 sono ferme per manutenzione e circa 48 sono bloccati per i percorsi Covid di contingentamento. Secondo indiscrezioni, Raggi ha chiesto ad Atac di riaprire tutti gli impianti rimasti chiusi fino a oggi per contingentare i flussi causa Covid.


SENZA DIRITTI
A Rebibbia, l'ascensore era ed è fuori servizio per la cosiddetta scadenza trentennale della vita tecnica dell'impianto, «ma - precisa Atac dopo essersi scusata - i lavori di sostituzione sono stati completati, ma sono necessari ancora i collaudi con gli enti per poter riaprire gli impianti». Qualche esempio di inagibilità? Nella sola tratta che va da Rebibbia a Castro Pretorio, «ascensori e/o scale mobili sono fuori servizio - si legge sul sito - per sostituzioni integrali di scale mobili e ascensori nelle stazioni di Rebibbia, Ponte Mammolo, Santa Maria del Soccorso, Pietralata, Monti Tiburtini, Quintiliani, Tiburtina e Bologna». Sulla linea A invece nella centralissima fermata di Cipro sono fuori servizio scale mobili e l'ascensore interno. A Cinecittà sempre fuori uso ascensori e montascale. Ieri, quindi, al disabile non è rimasto far altro che aspettare l'assistenza dei vigili del Fuoco per concludere l'ennesimo viaggio pieno di difficoltà. Ileana Argentin, per 10 anni deputata del Pd e per tre delegata in Campidoglio alla disabilità, ieri era su tutte le furie.

 

«Il fatto che Atac scriva sul proprio sito l'elenco delle fermate non accessibili non è una scusante, qui si tratta della riduzione del diritto alla mobilità dei disabili, e se qualcuno pensa che la conseguenza sia dover restare a casa a guardare la televisione allora lo dica chiaramente, ma noi non ci arrendiamo». Argentin, disabile, mette sotto accusa non solo le stazioni della metropolitana, ma anche gli autobus dell'Atac. «Le pedane spesso non funzionano». E la metro? «Nella stazione di Mattia Battistini ad esempio l'ascensore funziona a singhiozzo». Argentin vive nel XIV Municipio dove si è candidata a minisindaco «per una scelta civica: a Roma una persone su sette ha difficoltà, parlo di disabili, ma anche di anziani e di mamme con passeggini». Poi qualche esempio. «Su via di Forte Trionfale ci sono marciapiedi con scivoli per salire ma non per scendere, problemi ci sono anche su via Igea». Sulla vicenda interviene anche la ministra per la Disabilità, Erika Stefani: «Quel che sembra una piccola inosservanza, come in questo caso il mancato collaudo dell'ascensore, comporta per queste persone una grave lesione dei diritti fondamentali», sottolinea.

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Ultimo aggiornamento: Martedì 25 Maggio 2021, 07:26
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