In malattia, ma va al mare. Poi minaccia e aggredisce il medico fiscale africano: «N...o di m...a, da qui non esci vivo»
di Enrico Chillè

In malattia, ma va al mare. Poi minaccia e aggredisce il medico fiscale africano: «N...o di m...a, da qui non esci vivo»

Furbetto e razzista. Era in malattia, ma aveva pensato di andare a fare un giro in bicicletta, con costume da bagno e infradito. Quando è tornato in fretta e furia a casa ha trovato un medico fiscale di origini camerunensi che era arrivato per il controllo e a quel punto lo ha aggredito, insultato e minacciato: «N...o di m...a, o firmi che ero in casa o non esci vivo».

 

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È questo, in sintesi, l'agghiacciante episodio avvenuto mercoledì scorso a Chioggia (Venezia). Nelson, questo il nome del medico 30enne, è nato in Camerun ed è arrivato in Italia ancora bambino, per poi completare il proprio percorso di studi fino a laurerarsi in Medicina a Padova. L'uomo, che ha una moglie italiana ed una bambina di due anni, da sei mesi vive a Chioggia, dove lavora come medico fiscale per conto dell'Inps. Il 2 giugno scorso, Nelson si era recato per un controllo in casa di un uomo che era in malattia, ma non l'aveva trovato. L'uomo si è presentato solo diversi minuti dopo, probabilmente avvertito dalla moglie. Ed è a questo punto che si consuma la vergogna.

 

L'uomo, furioso, ha chiuso il portone in modo da impedire al medico fiscale di uscire dal cortile, piazzando anche una sedia. «N...o di m...a, o firmi che ero a casa, o non esci vivo. Ti taglio la testa, non puoi venire in Italia a fare il c...o che ti pare», la minaccia del 'furbetto' riportata dallo stesso medico. Che poi aggiunge: «La cosa assurda è che mentre venivo aggredito e spintonato, un vicino ha assistito alla scena ma non ha mosso un dito per difendermi. Quando poi me ne sono andato, quell'uomo mi ha inseguito in motorino e ha distrutto la maniglia dello sportello». Nelson ha sporto denuncia ai carabinieri ma ha anche annunciato di voler andare via da Chioggia: «Ho chiesto il trasferimento, ho paura per la mia famiglia e non posso lavorare in queste condizioni. Ho una bambina di due anni, non sopporto l'idea che cresca in una società dove ci sono individui che usano il colore della pelle per insultare».

 

Il caso è diventato di dominio pubblico per uno sfogo social della moglie di Nelson. «Non importa se sei la persona più buona e corretta del mondo, se ti sei laureato in medicina a Padova, se parli italiano meglio di un madrelingua, se ti presenti sul lavoro sempre ben vestito e con un cartellino identificativo, se sei sempre cordiale ed educato. A Chioggia sei un nero di m...» - ha scritto la donna su Facebook - «È troppo per un uomo, un bravo ragazzo. È troppo per la società del ventunesimo secolo. È troppo per me, che lo amo e non posso continuare ad avere paura di non veder rincasare la sera il meraviglioso padre di mia figlia. Non è più ignoranza, maleducazione o stupidità. Questa è violenza. Violenza del branco».

 

Dopo la denuncia, il sindaco di Chioggia, Alessandro Ferro, ha espresso solidarietà al medico insultato, minacciato e aggredito. «Questa non è la mia città e non è la società che vogliamo per i nostri figli. Una violenza assurda, aggravata da frasi razziste» - le parole del primo cittadino - «Il medico ha fatto bene a denunciare pubblicamente ciò che gli è accaduto. E noi, come lui, non dobbiamo tollerare episodi incresciosi come questi».
Anche l'Ordine dei Medici di Padova ha espresso vicinanza al collega aggredito: «Stava svolgendo le sue mansioni ed è stato vittima di violenza e razzismo, ancora una volta la nostra categoria viene minacciata. Da eroi acclamati dell'emergenza Covid, ora si ritorna ad essere aggrediti». Forte anche la manifestazione di vicinanza di Andrea Orlando, ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, e di Pasquale Tridico, presidente dell'Inps.

 

La polemica non si è stemperata col passare dei giorni. A voler abbassare i toni è lo stesso medico fiscale aggredito, che ha scritto una lettera al Corriere del Veneto: «Sono ancora frastornato e senza parole. Volevo portare alla luce due grossi problemi: le aggressioni agli operatori sanitari e quelle a sfondo razziale. Sono perfettamente cosciente di come le problematiche sociali di questi anni abbiano alimentato paure e pregiudizi di tanti italiani, ma la diffidenza, forse inevitabile, non può diventare maleducazione e violenza. A Padova non mi sono mai sentito discriminato e a Chioggia ho conosciuto persone fantastiche, sarebbe un errore se fossi il primo a fare di tutta l'erba un fascio. Ora basta, le persone si giudicano per le loro azioni e vorrei che ora tornasse il silenzio».


Ultimo aggiornamento: Lunedì 7 Giugno 2021, 10:59
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