Carabiniere muore sulla Majella, il suo cane Sheela commuove tutti al funerale
di Sonia Paglia

Castel di Sangro, carabiniere muore sulla Majella: il suo cane Sheela commuove tutti al funerale

Il cane Sheela ha commosso tutti. Oggi ha voluto dare l'ultimo saluto al suo padrone nel giorno del funerale, a Castel di Sangro, in Abruzzo. Quando ha visto arrivare la mamma del maresciallo dei carabinieri Fabio Cicone, morto in un incidente di montagna, ha tirato il guinzaglio ed è andata verso di lei. Sheela era molto triste, tra le tantissime divise cercava gli occhi del padrone che non c'è più. 
 
 

Nella chiesa gremita da tante divise, quelle dei carabinieri, della guardia di finanza, della polizia, dell’esercito, c’era anche lei, Sheela, l’inseparabile border collie del carabiniere, che lo accompagnava sempre, anche nelle sue escursioni sui monti della Majella. Sheela era silenziosa, sofferente e triste. Ha aspettato la fine della cerimonia funebre distesa sul pavimento, senza fare alcun rumore, neanche un guaito. Soltanto alla vista della madre e del fratello di Cicone, assistiti dalla psicologa dell’Arma, si è diretta verso di loro scodinzolando e facendosi accarezzare dolcemente, alla ricerca di un affetto familiare, facendo commuovere tutti. 

Il feretro di Cicone, comandante del Radiomobile di Castel di Sangro, ricoperto dal tricolore è stato portato a spalla da sei carabinieri, seguito da un suo parigrado, che portava la sciabola da maresciallo, disposta su un cuscino. Commovente l’omelia del cappellano militare, Don Claudio Recchiuti: «Ho conosciuto Fabio mentre stava soccorrendo un uomo disabile, sotto una violenta bufera che si abbatteva sull’Altopiano delle Cinquemiglia. Fabio ci ha trasmesso la lealtà, l’umiltà, la solidarietà, il coraggio. La ricerca della libertà a contatto con la natura e la montagna, che lui amava. Ho pensato al respiro di tutte le persone che lo circondano, quasi a volerlo riportare in vita. Ma ora, vola libero Fabio».

Il comandante della Compagnia carabinieri di Castel di Sangro, capitano Fabio Castagna dice: « Fabio era un uomo leale e un comandante serio e affidabile, che sapeva svolgere il suo lavoro con dignità, umanità, senso del dovere e attaccamento alle istituzioni. Apprezzato da tutti i suoi commilitoni, ha lasciato un vuoto incolmabile». Hanno partecipato il comandante della Legione Carabinieri Abruzzo e Molise, generale Carlo Cerrina, il comandante provinciale colonnello Nazzareno Santantonio, il sindaco di Castel di Sangro e presidente della Provincia dell’Aquila, Angelo Caruso e il direttore del Pnalm, Luciano Sammarone. 
Ultimo aggiornamento: Giovedì 5 Dicembre 2019, 22:44
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