Covid, medici di famiglia e vaccinazioni:ecco il piano per la fascia 70-79 anni. Ci sono i fragili

Covid, medici di famiglia e vaccinazioni:ecco il piano per la fascia 70-79 anni. Ci sono i fragili

di Luca Benedetti

PERUGIA - Con la firma di ieri pomeriggio tra Regione e sindacati dei medici di famiglia, può decollare il piano che prevede la somministrazione dei vaccini per la fascia di età 70-79 anni. Si parte il primo aprile, anche se dentro qualche sigla c’è il dubbio che il piano possa slittare di qualche giorno. Soprattutto perché c’è da definire bene il numero dei particolarmente vulnerabili, elenchi per cui la Regione avrebbe chiesto una mano gli stessi medici di medicina generale perché vanno individuati con esattezza nel numero i fragili che rientrano nella Categoria 1. Dai piani terapeutici seguiti per le cure alle esenzioni per patologie una base del chi è chi già c’è, ma il ruolo della medici di medicina generale diventa strategico. Nell’intesa c’è anche posto per le guardie mediche che avranno la possibilità di somministrare vaccini.
Sono tre le fasce in cui sono stati divisi i vaccinabili nella fascia di età tra 70 e 79 anni. I non deambulanti che verranno immunizzati a casa con le dosi di vaccino Moderna come già sta avvenendo per gli over 80. Poi ci sono i vulnerabili che saranno vaccinati con il Pfizer e gli altri della categoria 70-79, cioè la maggior parte del gruppone di quella fascia di età a cui verrà somministrato l’Astrazeneca.
Se chi non può andare al punto vaccinazioni verrà immunizzato a casa, i fragili saranno seguiti dai punti vaccinali, tutti gli altri, invece, si recheranno negli studi dei medici di famiglia. Che avranno il compito di gestire non solo le vaccinazioni domiciliari, ma prenderanno contatti con i pazienti che non rientrano nelle categoria dei fragili e stabiliranno un appuntamento nello studio del medico di famiglia o nelle sedi delle Aft. «Ma c’è anche la possibilità-spiega Leandro Pesca segretario per la provincia di Perugia della Fimmg- di trovare altre soluzioni logistiche. In alcuni casi ci si sta accordando con i Comuni per punti di vaccinazione in cui si possa accedere tutti».
I fragili, da quello che è emerso dall’incontro, dovrebbero essere contattati direttamente dalla Regione per la prenotazione e la somministrazione.
«Facciamo buon viso a cattivo gioco- commenta l’accordo Pesca- siamo di fronte a un piano vaccinale che, naturalmente, verrà aggiustato in corso d’opera. Per noi medici di famiglia è importante starci per renderci utili in un momento così difficile». La prima dose della fascia di età 70-79 anni, dovrebbe essere somministrata a tutti i vaccinabili tra i 30 e 45 giorni.
Intanto va avanti la vaccinazione domiciliare degli over 80 che non possono uscire di casa. Ieri sono arrivate le dosi di Moderna che da oggi verranno consegnate ai medici di famiglia. Circa 4800 da dividere tra i medici di medicina generale delle due Asl. I vaccini serviranno sia per continuare la prima dose (sono stati raggiunti 3600 pazienti su oltre 10mila), sia, dall’inizio della prossima settimana, per gestire le seconde dosi insieme ale scorte il cui plafond verrà ulteriormente limato.
Intanto, tra le tante polemiche sul piano vaccini, c’è anche quella di Renzo Baldoni, portavoce regionale di Cambiamo. Che racconta come abbia dato inutilmente la sua disponibilità finire nelle liste di recupero quando avanzano dosi di vaccino. «Al numero verde regionale-racconta- mi hanno detto che per la mia fascia di età, cioè i 74 anni, devo aspettare».


Ultimo aggiornamento: Martedì 23 Marzo 2021, 08:30
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