Suarez, l'esame per la cittadinanza italiana era una truffa. Le intercettazioni: «Ha uno stipendio da 10 milioni, deve passare»

Suarez, l'esame per la cittadinanza italiana era una truffa. Le intercettazioni: «Ha uno stipendio da 10 milioni, deve passare»

La cittadinanza italiana di Luis Suarez, attaccante del Barcellona e in procinto di passare all'Atletico Madrid (dopo essere stato vicinissimo alla Juventus) stava per essere ottenuta con una truffa. Ad accertarlo, un'inchiesta della Procura di Perugia, con i militari della Guardia di Finanza che si sono recati nell'università del capoluogo umbro per acquisire documenti e notificare una serie di avvisi di garanzia.

Leggi anche > Willy, i fratelli Bianchi in carcere rischiano il linciaggio

Secondo le indagini, gli argomenti della prova di italiano sostenuta da Suarez erano stati concordati in anticipo, con tanto di punteggi assegnati prima ancora dello svolgimento della prova. Le intercettazioni contenute nel decreto di sequestro probatorio sono a dir poco chiare: «Non dovrebbe, deve, passerà, perché con 10 milioni a stagione di stipendio non glieli puoi far saltare perché non ha il B1», si legge in una delle intercettazioni. 

«Non coniuga i verbi», «parla all'infinito», dice uno degli indagati. «Comunque allora...tornando seri...hai una grande responsabilità perché se lo bocciate ci fanno gli attentati terroristici»: così uno degli indagati, secondo quanto contenuto nel decreto di sequestro probatorio che l'Adnkronos ha potuto visionare, si rivolge a un altro indagato che risponde: «Ma te pare che lo bocciamo!».



INDAGATI I VERTICI Notificate informazioni di garanzia per rivelazione di segreti d'ufficio, falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici e altro. Nell'inchiesta sarebbero indagati - secondo indiscrezioni - i vertici di palazzo Gallenga. Le presunte irregolarità nell'esame di Suarez sono emerse durante indagini delegate fin dal febbraio scorso al nucleo di polizia economico-finanziaria della guardia di finanza di Perugia. Accertamenti - riferiscono gli investigatori - «per fatti diversi e maturati nel contesto dell'Università per Stranieri».

Le indagini, coordinate dalla procura di Perugia e condotte dal nucleo di polizia economico finanziaria della Guardia di Finanza di Perugia, sono scattate a febbraio 2020 per fatti diversi e maturati nel contesto dell'università per stranieri. «Dalle attività investigative-sottolinea in una nota della procura firmata da Raffaele Cantone- è risultato che gli argomenti oggetto della prova d'esame sono stati preventivamente concordati con il candidato e che il relativo punteggio è stato attribuito prima ancora dello svolgimento della stessa, nonostante sia stata riscontrata, nel corso delle lezioni a distanza svolte da docenti dell'ateneo, una conoscenza elementare della lingua italiana». 

INDAGATI RETTRICE E DG, NON SUAREZ Ci sono la rettrice dell'Università per Stranieri di Perugia Giuliana Grego Bolli e il direttore generale Simone Olivieri tra gli indagati per l'esame di Luis Suarez a Perugia che comunque non risulta coinvolto nell'inchiesta. Con loro anche la direttrice del Centro per la valutazione e certificazione linguistica dell'ateneo Stefania Spina. L'esame è stato finalizzato alla procedura per l'ottenimento della cittadinanza italiana da parte del calciatore ma non ancora concessa.

I PM: "PROVA FARSA IN SEDUTA AD HOC" È stato un «esame farsa» quello per la certificazione della conoscenza della lingua italiana sostenuto all'Università per Stranieri di Perugia dall'attaccante del Barcellona Luis Suarez. Superato in una «seduta di esame ad hoc». Lo sostiene la procura di Perugia nel decreto di perquisizione eseguito stamani. Negli atti si parla di «previa consegna» al calciatore dei contenuti della prova «in modo da blindare l'esito favorevole». 




CUCCHI: UNA VERGOGNA «Leggo le notizie sull'esame di italiano "finto" di #Suarez e penso agli studenti (quelli veri), ai ragazzi nati in Italia che non riescono a diventare italiani, ai docenti che si sarebbero prestati a #Perugia. E sprofondo nella vergogna. Da italiano», così il giornalista sportivo Riccardo Cucchi su Twitter sulla questione relativa all'esame di Suarez su cui sta indagando la procura di Perugia. «Siamo un paese ridicolo. Non c'è niente da fare», commenta invece Maurizio Pistocchi, giornalista sportivo.


 
Ultimo aggiornamento: Martedì 22 Settembre 2020, 23:20

© RIPRODUZIONE RISERVATA