Edison, la storia dell'uomo che illuminò il mondo non fa luce in sala
di Boris Sollazzo

Edison, la storia dell'uomo che illuminò il mondo non fa luce in sala

Datemi un biopic e solleverò il mondo. Sembra la regola non scritta degli ultimi anni, visto i ripetuti successi di racconti di vite più o meno illustri e non di rado di mediocre qualità, come i ritratti musicali di Freddie Mercury (Bohemian Rhapsody) e Elton John (Rocket Man), e data l’ascesa ininterrotta di festival come quello bolognese di Andrea Romeo, il mitico Biografilm.

Il problema è che i generi (o formati) di maggior successo creano quasi sempre filoni di prodotti dimenticabili: vale per i ritratti cinematografici delle icone come, per esempio, per le serie tv, soprattutto su Netflix (ne hai tante a disposizione ma di realmente buone, probabilmente, nella library ne trovi il 15%). Edison - L’uomo che illuminò il mondo poteva essere una di quelle serie, la puntata pilota di una stagione unica magari, vista la struttura lineare, prevedibile, di facile comprensione. Incomprensibili però rimangono i problemi di produzione e le 60 stesure di sceneggiatura, che lasciavano presagire una complessità in realtà inesistente. Pur avendo a disposizione qualche buona idea - la sete di fama di Edison, il personaggio di Tesla, allievo e pioniere allo stesso tempo, un industriale che rappresenta una buona mediazione tra ambizione e praticità, una storia reale notevolissima - il film riesce a banalizzarle tutte.

Benedict Cumberbatch, interprete sopraffino e a suo agio in ego strabordanti, viaggia in folle, senza infamia e senza lode; Michael Shannon forse è quello che spicca di più, anche perché ha un ruolo leggermente più strutturato; Nicolas Hoult non è all’altezza di un Nikola Tesla che poteva essere il detonatore del film e che invece con quel personaggio funzionale, strumentale, macchiettistico (recita a corrente alternata, se passate la facile battuta) è la chiave del fallimento artistico rappresentato da quest’opera. Ci ha messo due anni, Edison - L’uomo che illuminò il mondo per trovare la strada delle sale italiane, ma sarebbe stato meglio se il lungometraggio di Alfonso Gomez-Rejon avesse sbagliato strada. 
Martedì 23 Luglio 2019, 07:10
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