Aquaman, il kolossal che annega nella noia
di Boris Sollazzo

Aquaman, il kolossal che annega nella noia

Aquaman è il Barbarella al maschile portato nell'universo dei supereroi al cinema del nuovo millennio. Un prodotto kitsch, improbabile, demenziale - tanto che l'autoironia spesso non è involontaria, uno dei suoi pochi pregi - che cerca disperatamente di attrarre il pubblico femminile con un fumettone dedicato al fisico scultoreo di Jason Momoa, i bicipiti più intelligenti di Hollywood, biologo marino e surfista - nella vita, e se non basta sta con Lisa Bonet e ha fatto Baywatch e pure il remake di Conan - che qui diventa Arthur Curry/Aquaman, il supereroe più sfigato dell'universo DC. Che con lo strapotere Marvel è già sfigata di sua, soprattutto da quando ha preso la decisione di puntare tutto sull'eccesso di colori, suoni, costumi e toni narrativi. Qui è tutto come l'imbarazzante costume del protagonista, sorta di muta leopardata verde arancio a mezzobusto che sembra disegnata dalla contessa Patrizia De Blanck che ha scelto come look stylist Miley Cyrus ubriaca: insopportabile all'occhio e grottesco nel suo insieme. Tanto che dopo il sequestro in sala - 143 minuti! - sei colto quasi da una soddisfazione lisergica, come se quel trash avesse fatto il giro fino a diventare bello. Hai riso, ti sei divertito, sei stato intrattenuto senza alcun pudore da un regista pure bravo (James Wan) e da sceneggiatori che hanno deciso di scrivere gag a caso più per horror vacui che per talento. Solo dopo essere uscito ti rendi conto che Aquaman ha esercitato su di te il fascino perverso di un'intervista di Barbara D'Urso a Lory Del Santo a Pomeriggio 5, di un litigio tra Signorini e Malgioglio al Grande Fratello, dei commenti su Instagram a una foto di Diletta Leotta.

Alla fine, da critico, ti tocca stroncarlo. Perché sembra un film di Zack Snyder ma fatto male, da un allievo distratto, a cui è toccato nobilitare un supereroe che anche alle convention veniva preso in giro perché se non era vicino all'oceano era fondamentale quanto Montolivo in nazionale. Se proprio dovete andarlo a vedere, donne, prendetelo come un soft porn e uomini come un B-movie demenziale post-calcetto. E sì, andateci anche per Amber Heard.
Ultimo aggiornamento: 09:09 © RIPRODUZIONE RISERVATA