I melanomi non sono tutti uguali, ecco le terapie specifiche per ogni tipo
di Antonio Caperna

I melanomi non sono tutti uguali, ecco le terapie specifiche per ogni tipo

Negli ultimi anni, grazie ai progressi della ricerca scientifica, sono migliorate le conoscenze sui diversi tipi di melanoma ed è oggi possibile caratterizzare questa malattia a livello molecolare, ovvero a partire dal DNA. Si è scoperto così che i melanomi non sono tutti uguali, ma ne esistono di diversi tipi, ciascuno con caratteristiche diverse che lo identificano permettendo una cura mirata e specifica.

Sono state identificate le mutazioni genetiche più frequenti che all'interno della cellula tumorale, ne regolano la crescita cellulare, come ad esempio la mutazione a carico del gene BRAF, che riguarda circa il 50% dei melanomi e che permette un trattamento a bersaglio molecolare diretto verso la mutazione specifica. In questi casi l'approccio terapeutico è radicalmente diverso, non più chemioterapia, ma farmaci intelligenti che, utilizzando i bersagli molecolari specifici, hanno dimostrato di essere efficaci nei pazienti che presentano quella specifica mutazione. «Questa patologia rappresenta circa il 3% di tutti i tumori in entrambi i sessi ed è uno dei tumori più rappresentati nelle fasce d'età più giovani», afferma il Prof. Paolo Marchetti, direttore dell'Oncologia Medica all'Ospedale Sant'Andrea di Roma, in occasione dell'incontro Melanomi. Le differenze contano, che si è svolto l'altro giorno a Roma e ha coinvolto pazienti e familiari.

Si tratta di una iniziativa, patrocinata da IMI (Intergruppo Melanoma Italiano), partita da Genova a luglio dello scorso anno e che sta proseguendo anche quest'anno nei principali centri ospedalieri italiani. «Il melanoma risente molto degli stili di vita, ed è pertanto importante fare attenzione ad alcuni fattori ambientali, che possono rivelarsi altamente nocivi, come l'esposizione solare- prosegue l'esperto- Si tratta della seconda neoplasia più frequente nell'uomo, dopo il tumore al testicolo, e la terza nella donna dopo tumore al seno e alla tiroide». L'incidenza, infatti, è in continua crescita, addirittura raddoppiata negli ultimi dieci anni, e in Italia si stimano 13.800 nuovi casi l'anno. Gli incontri di questo progetto sono pensati con una modalità fortemente interattiva, che vede il coinvolgimento anche di uno Street artist che, attraverso la sua opera, riassumerà graficamente i principali temi emersi.

Infine, con l'obiettivo di essere più vicini ai pazienti e di renderli sempre più informati sulla gestione della loro malattia, verrà realizzata un APP con le principali informazioni emerse durante gli incontri sulla malattia, alimentazione, stile di vita e stati d'animo, e contenente degli utili tools per la gestione della patologia.

(leggocaperna@gmail.com)
Ultimo aggiornamento: Mercoledì 26 Aprile 2017, 08:39
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