Elisa migliora e adesso balla sul letto  Ma serve ancora un nuovo donatore

Elisa migliora e adesso balla sul letto Ma serve ancora un nuovo donatore

LA SPERANZA
PORDENONE Elisa, la bimba di Pordenone affetta da leucemia mielomonicitica infantile, una forma tumorale rarissima e molto aggressiva che colpisce uno o due bambini su un milione, sta meglio. La piccola, che ha compiuto cinque anni a fine giugno, si trova ancora ricoverata all'ospedale Bambino Gesù Roma. Le condizioni della piccola, sottoposta l'anno scorso ad un delicato trapianto di midollo osseo, stanno lentamente migliorando. Dopo il buio dei mesi scorsi e la paura di papà e mamma di perdere la loro unica figlia, sembra essere cominciata una nuova fase: il tumore c'è ancora ma non fa più (tanta) paura come prima. Elisa è al settimo ciclo di chemioterapia, passaggio obbligatorio prima di un eventuale secondo trapianto.
IL DONATORE
Il problema, però, è che ancora non è stato trovato un nuovo donatore di midollo, che possa essere il più compatibile possibile. Ma qualcosa, a quanto pare, si starebbe muovendo. I medici che seguono la bambina ancora non si esprimono ma regna un certo ottimismo. «Se sino a qualche mese fa ricorda papà Fabio c'era molta fretta nel trovare un donatore compatibile affinché Elisa potesse essere sottoposta ad un secondo trapianto, ora la situazione è cambiata. Il tumore, grazie alla cura sperimentale alla quale mia figlia è stata sottoposta nuovamente dopo un primo ciclo non andato a buon fine, è tenuto a debita distanza. Elisa ha ripreso a mangiare e, quando le energie glielo permettono, balla continuamente sul lettino della cameretta dove si trova ricoverata. I valori del sangue non crescono a causa della chemio ma, rispetto a due anni fa, le speranze di guarigione sono cresciute. La chemioterapia alla quale viene ancora sottoposta serve, in poche parole, a predisporre mia figlia ad un secondo trapianto di midollo, donatore permettendo, senza che nel suo corpicino continuino ad essere presenti cellule cancerogene». Papà Fabio sa bene che un'eventuale seconda operazione potrebbe essere anche l'ultima perchè poi la piccola sarebbe troppo debilitata.
LA FIDUCIA
Una sorta di ultima chiamata: «Ho letto di bambini che ce l'hanno fatta sottolinea e di altri che, invece, sono morti. Siamo fiduciosi, anche perché Elisa, soltanto rispetto a qualche mese fa, sta dando importanti segnali di ripresa. Nella sfortuna, siamo fortunati: tante associazioni e privati ci stanno aiutando in questa battaglia. Siamo fortunati perché tantissime persone hanno potuto conoscere questa drammatica vicenda e ci stanno spronando a non arrenderci. Ed è grazie anche a questo che tantissime persone stanno andando a tipizzarsi, nella speranza di poter essere potenzialmente donatrici di midollo. Spero soltanto che, molto presto, questo calvario possa finire: questa non può essere la vita di una bambina». E su questo non c'è alcun dubbio.
Al.Co.
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Martedì 3 Settembre 2019, 05:04
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