La tomba di Spinelli a rischio crollo. Il sindaco: «Serve un intervento urgente»

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di Giovanni Del Giaccio

 Sorvola prima Santo Stefano, per rendersi conto della situazione del carcere borbonico per il quale sono iniziati i lavori, poi arriva all'eliporto e viene accolto dalle autorità. Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ospite dell'isola di Ventotene in occasione degli 80 anni del Manifesto per un'Europa libera e unita, ha diviso in momenti privati e pubblici la sua presenza. All'arrivo nella zona sensibile nei pressi del cimitero ci sono soltanto il sindaco Gerardo Santomauro, il presidente della Provincia Carlo Medici e il vice presidente della Regione, Daniele Leodori. Ad accompagnarlo sulla tomba di Altiero Spinelli - autore del Manifesto con Ernesto Rossi ed Eugenio Colorni - c'è anche il prefetto di Latina, Maurizio Falco, che insieme ai suoi collaboratori ha lavorato senza sosta alla riuscita dell'evento. Il tempo di deporre la corona, sostare per qualche minuto, poi il corteo attraversa l'isola per accompagnare Mattarella al Giardino. Applausi, qualche cartello, le urla Grazie Presidente. Scena che si ripete nella centralissima via Olivi, quando scende per entrare al ristorante e le auto raggiungono piazza Castello.

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Sono le 13 circa, l'appuntamento successivo è proprio vicino al Municipio due ore dopo, quando il Presidente visita il museo archeologico. In piazza ad attenderlo centinaia di persone, esce dal Mezza Torre e percorre a piedi i pochi metri, salutato da decine di bambini. Anche qui la visita è per pochi intimi, Mattarella esce dopo oltre mezz'ora e si dirige - anche stavolta a piedi - verso il centro polivalente intitolato a Umberto Terracini. Qualcuno in piazza intona Bella Ciao ma non ottiene grande seguito, mentre nel percorso da via del Muraglione fino a via Granili altri lo salutano con cartelli e applausi, qualcuno grida Sergio Sergio e proseguono i ringraziamenti. L'isola è blindata da giorni, come è normale che sia in certi frangenti, ma i controlli sono discreti e chi è in strada collabora, al limite si spinge un po' oltre per immortalare il momento storico.

L'INCONTRO

È il momento pubblico, quello dell'incontro con i partecipanti al seminario federalista che è giunto alla quarantesima edizione. Mattarella viene interrogato da alcuni dei partecipanti, ragazzi provenienti da Verbania a Latina, da Torino a Verona, da Ferentino a Roma, fino a Treviso. In sala ci sono anche i partecipanti al seminario europeo. Ad aprire l'incontro con i saluti è Giorgio Anselmi, presidente dell'istituto Spinelli. Ricorda che fu proprio l'autore del Manifesto a volere che si tenesse qui un seminario annuale, nella sua ultima venuta a Ventotene nel 1981, ricorda che Tommaso Padoa Schioppa nel 2003 sottolineò come questo è l'unico appuntamento in cui è possibile parlare di politica ai giovani, la mancata venuta di Ciampi l'anno dopo, bloccato da vicende di salute, la prima uscita pubblica da Presidente di Giorgio Napolitano nel 2006, quindi «le migliaia di giovani europei e qualche centinaia di altri continenti» che in quaranta anni sono stati ai seminari, ringraziando Mattarella per aver difeso la vocazione europea «con coerenza e determinazione duranti gli anni del suo mandato».
Partono le domande, il Presidente non usa mezzi termini (servizio in nazionale) ringrazia a sua volta «Per l'appuntamento annuale così importante che coivolge i giovani e aiuta a comprendere e ricevere da loro sollecitazioni».
L'ultima di queste è locale e arriva dal sindaco, Gerardo Santomauro, appena il Presidente riparte: «Non vorrei che fosse l'ultimo a visitare la tomba di Spinelli, colgo l'occasione per dire che il cimitero sta crollando e occorre intervenire subito per il dissesto idrogeologico. Ci sono i fondi del Pnrr, speriamo siano utilizzati anche per questo, perché vogliamo ospitare altre giornate come questa».
Giovanni Del Giaccio
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Ultimo aggiornamento: Lunedì 30 Agosto 2021, 08:45
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