La nuova fidanzata e il lavoro "mistico". Poi il massacro e quel biglietto lasciato in casa.

​La nuova fidanzata e il lavoro "mistico". Poi il massacro e quel biglietto lasciato in casa.

Omicidio suicidio a Padova. Alessandro Pontin di 49 anni, dopo avere lasciato un biglietto, ha ucciso i figli, Francesca di 15 anni e Pietro di 13 anni e si è tolto la vita squarciandosi la giugulare. Ma l'uomo aveva una nuova fidanzata e aveva aperto un laboratorio olistico. L'uomo ha lasciato un biglietto: "Voglio essere cremato e le mie ceneri disperse". L'orrore si è consumato a Sant'Ambrogio di Trebaseleghe. Oggi si è avuta la conferma che l'uomo era stato denunciato dalla moglie a maggio, perché non pagava gli alimenti sanciti con il divorzio. Pontin, che faceva il falegname, aveva avuto qualche difficoltà lavorativa, e il Covid-19 non aveva fatto altro che peggiorare la situazione. Tuttavia ad agosto era riuscito a racimolare qualche soldo e a saldare il conto in sospeso con la moglie; per questo lei aveva ritirato la querela. Il gesto dell'uomo - secondo quanto accertato dagli investigatori - non sarebbe collegato a una vendetta nei confronti dell'ex moglie. Sembra anzi che i rapporti tra i due fossero buoni.

 

 

La nuova fidanzata e il lavoro

Aveva trovato un nuovo amore e intrapreso anche un percorso mistico di discipline olistiche orientali per ricercare la pace. Aveva cercato di soffocare così la sua inquietudine Alessandro Pontin, il papà che ieri ha assassinato senza pietà i suoi figli prima di uccidersi. Sia lui, che aveva aperto il laboratorio olistico il mondo riflesso, che la nuova fidanzata, insegnante di Reiki a Padova, avevano fondato le loro vite su questa pratica spirituale usata come forma terapeutica alternativa per il trattamento di malanni fisici, emozionali e mentali. Problemi che evidentemente il papà-assassino non ha superato e sono sfociati in tutta la loro tragicità l'altro giorno, con l'omicidio efferato dei suoi figlioletti.

La mamma ha un malore

Alla notizia di quanto accaduto la madre dei due ragazzini non ha retto: un malore l'ha travolta, costringendola alle cure dei sanitari del 118. Roberta Calzarotto, la mamma di Francesca e Pietro, i due fratellini di 15 e 13 anni uccisi dal padre nella villetta in cui avevano abitato tutti assieme fino alla separazione, mai avrebbe pensato che quell'abitazione che, all'inizio, aveva rappresentato un simbolo di amore, si sarebbe trasformata nella casa degli orrori.  La mamma abita in un paesino a pochi chilometri dal luogo della tragedia. Roberta, 47 anni, dipendente dell'Ulss nell'ospedale di Camposampiero, ha appreso la notizia dai carabinieri cui ha spiegato: «Non ho alcun attrito con l'ex marito, nonostante in passato ci fossero stati dei momenti difficili». 

 


Il paese

Vicino a lei i suoi genitori, i nonni materni di Francesca e Pietro, che, come tutti nel piccolo paese dell'Alta Padovana, ancora non riescono a capacitarsi di quanto sia accaduto. «Il cielo ha aperto le sue porte alle anime di due adolescenti concittadini, le cui giovani vite sono state ingiustamente spezzate troppo presto per mano di chi, invece, avrebbe dovuto proteggerle» lamenta il sindaco di San Giorgio delle Pertiche Daniele Cannella, che ha informato così la sua piccola comunità di quanto accaduto.

 

 

Il divorzio


Alessandro Pontin e l'ex moglie avevano divorziato da più di cinque anni e a luglio, dopo un lungo periodo di solitudine, l'uomo aveva ritrovato di nuovo l'amore nell'insegnante di Reiki con cui aveva appunto intrapreso un percorso mistico volto a trovare un equilibrio interiore. Entrambi non solo ricercavano la pace per loro stessi, ma tentavano di infonderla pure nei loro clienti. Ed è proprio sulla pagina Facebook della fidanzata di Pontin, che gli appassionati di tali pratiche hanno riversato il loro odio nei confronti del papà-assassino, reo non solo di aver compiuto un gesto tanto atroce, ma anche di aver tradito la sua filosofia di vita.


Social feroci

I commenti feroci hanno seguito l'ultimo post della donna, pubblicato pochi minuti dopo la scoperta dell'efferato omicidio-suicidio. «Diventi quello che credi di essere mentre ti cerchi nel posto sbagliato: fuori di te» aveva scritto la fidanzata di Pontin, probabilmente ancora ignara della strage compiuta dall'uomo. C'è chi ha commentato ipotizzato che il 49enne fosse stato contaminato da entità oscure, altri si sono scagliati proprio sul loro modo di vivere: «Questo dimostra che il pensiero positivo e le discipline meditative non hanno alcuna effettiva incidenza sui disturbi psichiatrici». Poi la difesa della compagna: «Amo quest'uomo e sarà per sempre nonostante tutto e nonostante tutti i giudizi, presto segneranno le vite di chi le pronuncia».


Ultimo aggiornamento: Mercoledì 23 Dicembre 2020, 08:44
© RIPRODUZIONE RISERVATA