Allerta morbillo al Centro Italia: solo a Pescara 25 casi. Ecco chi rischia di più

Allerta morbillo al Centro Italia: solo a Pescara 25 casi. Ecco chi rischia di più

Il morbillo sta prepotentemente tornando ed è pronto a colpire soprattutto la fascia di popolazione più insospettabile. Come riporta Il Centro, dopo l'epidemia degli ultimi mesi in Romania, la malattia si sta progressivamente diffondendo anche in Italia. Solo a Pescara, in poco più di un mese, all'ospedale civile sono stati accertati 75 casi, 25 dei quali così gravi da dover procedere a ricoveri. Carla Granchelli, direttrice dell'Unità operativa di Igiene, Epidemiologia e Sanità pubblica della Asl locale, ha commentato così: «C'era da aspettarselo, l'epidemia di morbillo ha generalmente un ciclo di quattro anni ed è tornata dopo il 2012. Già a gennaio, in piena allerta meningite, avevo ricordato l'importanza delle vaccinazioni perché l'epidemia può essere scongiurata solo con una copertura tra il 92 e il 95% della popolazione. Il piano nazionale 2010-2015, però, ha fallito».

Il dottor Giustino Parruti, primario di Malattie infettive dell'ospedale civile, conferma le parole della collega: «L'epidemia è vasta e colpisce soprattutto i soggetti non vaccinati di età compresa tra i 30 e i 40 anni, persone finora protette dall'immunità 'di gregge'. Col calo dei vaccini, però, questa fascia sta contraendo la malattia, la cui incubazione dura dai 5 ai 14 giorni. Gli anziani generalmente sono a posto, perché hanno avuto il morbillo. Il problema è la fascia di età che vai dai 20 ai 40 anni, che non sono vaccinati. Tutta colpa della truffa organizzata da Andrew Wakefield, il medico britannico che per primo sostenne che i vaccini contro il morbillo provocassero autismo. Quello studio, poi ritrattato dopo essere stato radiato, uscì proprio quando il morbillo stava per essere debellato del tutto e ha creato proprio questa fascia di scoperti».

Anche Giuliano Lombardi, primario di Pediatria, conferma la gravità del fatto: «Era prevedibile, visto il calo delle vaccinazioni. Eppure si tratta di una malattia che da una fase catarrale può avere complicanze molto gravi, come la broncopolmonite, che può colpire anche i lattanti».

L'allerta morbillo è alta, non solo in Abruzzo. Per questo motivo è stato lanciato un piano nazionale di contrasto della malattia, con analisi di controllo nei casi sospetti e segnalazione immediata all'Istituto nazionale di malattie infettive 'Lazzaro Spallanzani'. Il dottor Parruti ricorda i sintomi del morbillo: «Tosse abbaiante associata a congiuntivite, cefalee, dolori articolari diffusi e quello che gli stessi pazienti definiscono “un senso di fuoco” e che nella fase florida rende la malattia davvero pesante».
Martedì 14 Marzo 2017, 13:53
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