Lombardia, previsti tagli per un miliardo: ​"All'80% colpiranno la sanità"
di Alessandro Franzi

Lombardia, previsti tagli per un miliardo:
"All'80% colpiranno la sanità"

Gli effetti della legge di Stabilità annunciata dal premier Matteo Renzi potrebbero costare più delle previsioni alla Regione Lombardia. Lo sostiene l'assessore al Bilancio, Massimo Garavaglia, che ieri ha illustrato al Consiglio regionale stime aggiornate.

«La valutazione di un taglio di 930 milioni è quella più prudente e ottimistica - ha detto l'esponente leghista ricordando l'allarme del governatore Roberto Maroni - ma se i tagli annunciati dal Governo saranno in base al Pil e non alla popolazione, la cifra potrebbe salire fino a 1,25 miliardi». Il che significherebbe, ha spiegato, che si andrà a incidere per l'80% nella Sanità: per questo lunedì la Giunta regionale approverà la bozza di Bilancio per il 2015 tenendo già conto delle proiezioni che derivano dalla legge di Stabilità del Governo Renzi. «Se non cambierà - si è detto certo l'assessore lombardo - saremo costretti a tagliare i servizi».

Contro questa ipotesi si è espresso all'unanimità lo stesso Consiglio regionale, visto che dopo una lunga discussione l'Aula del Pirellone ha votato un ordine del giorno che chiede di convincere il Governo a organizzare i trasferimenti alle Regioni in base ai costi standard. Ovvero: alle Regioni virtuose, e la Lombardia si considera la prima di queste, non dovranno essere fatti più tagli in maniera lineare.

«Questo voto - ha commentato Maroni in serata - rafforza la nostra posizione a Roma. Siamo davanti non a una legge di Stabilità ma a una legge di stupidità. E io le tasse non le voglio alzare».

Secondo il segretario lombardo del Pd, Alessandro Alfieri, «il Governo ha scritto una legge di stabilità che va nel senso giusto, che per la prima volta restituisce risorse ai cittadini con i redditi più bassi e riduce la tassazione sulle imprese, facendo quello che Lega e Forza Italia hanno promesso per anni, ma è giusto riequilibrare i sacrifici basandosi sui costi standard, superando il criterio della spesa storica».


Ultimo aggiornamento: Mercoledì 22 Ottobre 2014, 11:37
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