Covid, la seconda ondata «è peggiore». Allarme degli ospedali di Parigi. Altri 20.000 casi a Londra

Covid, la seconda ondata «è peggiore». Allarme degli ospedali di Parigi. Altri 20.000 casi a Londra

Seconda ondata Covid, il «momento è critico» e siamo ancora a ottobre. «Troppi» i Paesi in cui si assiste ad un aumento esponenziale dei contagi, soprattutto in Europa e negli Stati Uniti. L'allerta è dell'Organizzazione Mondiale della Sanità mentre i numeri che arrivano dalle capitali marcano nuovamente l'inconfutabile tendenza di una curva in paurosa ascesa in tutto il continente, che rende sempre più concreta la prospettiva di nuove, dolorose misure. Così in Francia, dove i contagi hanno sfondato quota 40mila, è il direttore generale degli Ospedali di Parigi, Martin Hirsch, a lanciare l'allarme, affermando di ritenere «possibile» che la «seconda ondata» del Covid-19 «sia peggio della prima».

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La situazione è «temibile per tutti noi», ha detto in tv, mettendo in guardia sul numero quotidiano di casi positivi, «probabilmente tre volte» superiore ai diagnosticati in questi ultimi giorni: «Ci sono molte persone positive senza saperlo». Fra i numeri reali e quelli ufficiali c'è discrepanza anche in Spagna, secondo il premier Pedro Sanchez, che ha parlato della possibilità di oltre tre milioni di contagi nel Paese dall'inizio della pandemia rispetto alla soglia del milione ufficialmente superata qualche giorno fa. Il capo dell'esecutivo spagnolo lo ha sottolineato in un'attesa conferenza stampa alla Moncloa in cui, pur non avendo annunciato nuove misure come ci si aspettava, ha descritto con chiarezza il senso di urgenza con cui il suo governo sta vivendo questo momento critico, evocando la possibilità di un nuovo stato di allarme e avvertendo: abbiamo davanti «settimane e mesi» molto duri. Il suo appello è stato quindi alla «disciplina» sul piano sociale e all' «unità» su quello politico.

 

 

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Intanto a Madrid entreranno in vigore nelle prossime ore le nuove misure restrittive legate allo stato di allarme regionale nell'area fra le più colpite in Spagna: ufficialmente non lo si chiama 'coprifuocò ma le limitazioni sono principalmente nella fascia oraria fra la mezzanotte e le sei del mattino, in cui scatta il divieto di riunione, sia in pubblico sia in privato, fra persone che non siano conviventi. Bar e ristoranti rimarranno chiusi nella stessa fascia oraria e alcuni locali non potranno ammettere clienti dopo le 23. Il virus non dà tregua nemmeno al Regno Unito dove si registra un nuovo picco di 20.530 casi giornalieri e 224 decessi. Le persone ricoverate sono 1.056 in più rispetto a ieri.

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L'ultimo indice Rt è stimato da 1,2 a 1,4. Mentre in Galles è scattato il lockdown totale. Non va meglio dall'altra parte dell'Oceano, dove gli Stati Uniti hanno registrato oltre 75 mila casi, il secondo record giornaliero dall'inizio della pandemia. Otto Stati hanno toccato il loro primato giornaliero mentre 13 hanno rilevato più casi negli ultimi sette giorni che in qualsiasi settimana precedente. L'emisfero nord si trova «in un momento critico, i prossimi mesi saranno molto duri e molti Paesi sono su una strada pericolosa», ha avvertito l'Oms, spiegando che l'aumento esponenziale dei contagi sta già portando ospedali e unità di terapia intensiva ad operare «quasi al limite o oltre le loro capacità. E siamo ancora a ottobre...».


Ultimo aggiornamento: Venerdì 23 Ottobre 2020, 23:01
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