Guerra in Siria, chi combatte ad Afrin e perché

Guerra in Siria, chi combatte ad Afrin e perché

I miliziani filo-Assad, dopo essere entrati ad Afrin si sono ritirati a causa dei colpi di «avvertimento» sparati dall'artiglieria turca. I miliziani filo-governativi erano entrati nell'enclave curda dal vicino villaggio di Nubul. Cosa sta succedendo nei territori siriani?

LEGGI ANCHE ---> Siria, la strage dei bambini: 27 morti nel massacro di Ghuta

LEGGI ANCHE ---> La Turchia bombarda i miliziani pro-Assad



La regione di Afrin è sotto il controllo delle forze curde delle Ypg (Unità di protezione del popolo), considerate da sempre dai turchi un gruppo terroristico organizzato. Il 20 gennaio era partita l'operazione "Ramosciello d'olivo", con l'obbiettivo, da parte dell'esercito turco e di almeno altri 20 mila combattenti siriani contrari al regime governativo di Bashar al-Assad, di sottrarre le zone della regione ai curdi. L'Fsa - Esercito siriano libero - aveva già partecipato all’operazione “Scudo dell’Eufrate”, un’iniziativa militare turca condotta in territorio siriano, giustificata dal contrasto con il Daesh, ma nei fatti architettata per opporsi ai curdi. Nonostante siano riuniti sotto un’unica sigla, i gruppi e le unità militari filo-turche del Fsa rimandano a ideologie assai eterogenee, ma fanno tutte parte del Coordinamento Hawar Kilis, un'asse militare anti-governativa con base in Turchia e per diverso tempo sovvenzionata dagli Usa.

I gruppi principali che compongono l'Fsa sono: Il Fronte del Levante, nato dalla fusione di piccoli gruppi ribelli molto diversi, come salafiti, islamisti e nazionalisti; la Legione del Levante (Faylaq al-Cham), un gruppo islamista moderato vicino ai Fratelli musulmani, sostenuto da Turchia e Qatar; la Divisione al-Hamza, nata dalla fusione di piccoli ma numerosi gruppi ribelli, prevalentemente turkmeni; la Divisione Sultan Mourad, d'ispirazione ottomana; la Brigata al-Moutassem, che auspica la fondazione di una Siria democratica.


La piccola regione di Afrin è maggioranza curda e fa parte del Rojava, il Sistema Federale Democratico della Siria del Nord  non ufficialmente riconosciuta da parte del governo siriano. È rimasta isolata dal resto del Paese curdo a causa della penetrazione dei turchi in Siria col preciso obiettivo di ostacolare la costituzione d'uno Stato curdo-siriano unitario ai confini meridionali della Turchia. Circa un anno fa, le Sdf (Forze democratiche siriane), sono riuscite a sconfiggere l'esercito di Daesh liberando la città di Raqqa e raggiungendo Deir Ezzor, capoluogo del Governatorato omonimo.

Il Pyd (il Partito dell’unione democratica) che ha il controllo della regione curda del Rojava, mantiene fitte relzioni col Pkk, Il Partito dei Lavoratori del Kurdistan nonché principale organizzazione militante dei curdi in Turchia. Questo legame tra curdi siriani e curdi turchi è l’ossessione del presidente Erdogan, che considera il Pkk un’organizzazione criminale e terroristica che va combattuta ed eliminata, senza possibilità di dialogo.


Ultimo aggiornamento: Martedì 20 Febbraio 2018, 20:03
© RIPRODUZIONE RISERVATA